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AGGIORNAMENTO CONTINUO IN NEUROSCIENZE
2° CORSO IN NEUROSCIENZE “CITTA’ DI CATANIA”
“Invecchiamento cerebrale e demenze”
11-12-13 MARZO 2004
Aula Conferenze Az. Osp. Cannizzaro - Catania
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Presso l'auletta dell'Az. Osp. Cannizzaro di Catania si
terrà nei giorni dell'11-12-13 MARZO 2004
p.v. un convegno, a numero chiuso, cui
parteciperanno oltre 50 neurologi provenienti da tutta l'Italia per
discutere sulle problematiche inerenti l'"Invecchiamento cerebrale e
demenze".
Saranno presenti tra gli altri il Prof. Carlo Caltagirone (Università degli
Studi di Roma "Tor Vergata"),
la Prof.ssa Gabriella Marcon (Università di Udine),
la Dott.ssa Amalia Bruni (responsabile del Centro Regionale di Neurogenetica
- Regione Calabria) ,
Saranno inoltre presenti: il Prof. Francesco Nicoletti (Università di
Catania), il Prof. A. Falsaperla
(Az. Osp. Garibaldi di Catania - Unità Operativa di Neurologia).
Tale incontro è organizzato dall'Unità Operativa di Neurologia dell'Azienda
Ospedaliera Cannizzaro di Catania
diretta dal Dottor Erminio Costanzo
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Patrocinio:
Scopi del corso
Il Corso di Aggiornamento continuo in Neuroscienze “Città di Catania” propone
per il 2° anno consecutivo di affrontare le problematiche legate
all’invecchiamento cerebrale patologico stigmatizzando, non solo i vari aspetti
genetici o anatomo- patologici, ma anche e soprattutto di analizzare la
complessità diagnostico- terapeutica e riabilitativa.
Si è valutato inoltre di completare e cercare di definire il quadro
dell’invecchiamento cerebrale patologico evidenziando, sia le molteplici
implicazioni di ordine etico- assistenziale (disagio socio-ambientale,
abbandono, emarginazione) fra loro legati in un complesso rapporto di causa ed
effetto, sia ultimo e non ultimo, ci è sembrato opportuno soffermarci sulle
implicazioni medico-legali che tale patologia sottende.
Da qui la necessità di un approccio multidimensionale e quindi di fatto
multiprofessionale poiché solo così si può tendere verso una diagnosi corretta,
ma anche, e forse fattore ancora più importante, verso una migliore e più
adeguata gestione del paziente.
Il Corso di Aggiornamento, a numero chiuso, è articolato in tre giorni e vi
potranno partecipare medici- chirurghi con specialità in neurologia, psichiatria
o geriatria.
I laboratori saranno incentrati sia su esercitazioni pratiche (quali tests,
letture ed interpretazioni di EEG, TAC e RMN), ma anche vi sarà un
coinvolgimento più attivo, con la richiesta ai partecipanti di portare ognuno di
loro un caso clinico da discutere insieme ai docenti.
Vorrà, insomma essere una “full immersion” di tre giorni in cui, in un’atmosfera
di collegialità, fatta di esperienza e preparazione, tecnica e capacità di
relazione, dovrà maturarsi una professionalità sempre più attenta.
I relatori forniranno ad ogni partecipante la propria relazione (per esteso) in
modo da ottimizzare il processo di apprendimento .
Al termine del Convegno, sarà redatta una relazione dettagliata che esaminerà in
modo complessivo gli argomenti trattati, il loro contenuto, la loro esposizione
nonché l’interesse suscitato.
Responsabile Scientifico
Dott. Erminio Costanzo
Segreteria Scientifica
Dott. Giuseppe Caravaglios
Dott.ssa Angela Distefano
Dott. Gaetano Failla
Dott. Roberto Marziolo
Dott. ssa Maria Giovanna Pennisi
Dott. Giuseppe Rapisarda
Dott.ssa Daniela Smirni
Moderatori:
Prof. Santo Di Nuovo
Preside Facoltà Scienze della Formazione
Università degli Studi di Catania
Ordinario di Psicologia Facoltà di Scienze della Formazione Università di
Catania.
Prof. Antonino Falsaperla
Direttore U.O. Complessa di Neurologia
Az. Osp. Garibaldi - Catania
Prof. Corrado Messina
Ordinario Clinica Neurologica
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Messina
Dott. Giuseppe Nastasi
Direttore U.O. Complessa di Neurologia
Az. Osp. “Papardo” Messina
Prof. Francesco Nicoletti
Ordinario Clinica Neurologica
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Catania
Programma
11 Marzo 2004
Ore 8,30 REGISTRAZIONE PARTECIPANTI
Ore 9,00 SALUTO DELLE AUTORITA’
Ore 9,30 Prof. Vincenzo Perciavalle
Ordinario di Fisiologia Umana
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Unversità degli Studi di Catania
Neurofisiologia dell’invecchiamento cerebrale
Ore 10,00 Prof. Giovanni Savettieri
Ordinario di Neurologia
Direttore Istituto di Neuropsichiatria
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Palermo
Epidemiologia delle demenze
Ore 10,30 Dott. ssa Angela Gritti
Ricercatore
Istituto di Ricerca per le Cellule Staminali
Ospedale San Raffaele-Milano
Cellule staminali neurali plasticità e potenziale rigenerativo
Ore 11,00 COFFEE BREAK
Ore 11,30 Dott. Erminio Costanzo
Direttore U.O. Complessa di Neurologia
Az. Osp. Cannizzaro - Catania
Classificazione delle demenze
Ore 12,00 Prof. Aldo Quattrone
Ordinario di Neurologia
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università Magna Grecia – Catanzaro
Direttore Ist. di Scienze Neurologiche CNR
Fattori di rischio genetici nella malattia di Alzheimer
Ore 12,30 DISCUSSIONE
Ore 13,15 LUNCH
Ore 15,00 Dott. ssa Amalia Bruni
Responsabile Centro Regionale di Neurogenetica ASL 6 -
Regione Calabria
Le demenze: genotipi e fenotipi
Ore 15,30 Dott. ssa Gabriella Marcon
Ricercatore – DPMSC-Università degli Studi di Udine
Laboratorio di Neuropatologia
Istituto Neurologico“Carlo Besta”- Milano
Demenza di Alzheimer e Demenza Frontotemporale: un aggiornamento
Ore 16,00 Dott. Vito Toso
Direttore Dipartimento di Neuroscienze
Direttore Stroke Unit Az. Osp. San Bortolo - Vicenza
Un’entità clinica da valorizzare: demenza sottocorticale
Ore 16,30 COFFEE BREAK
Ore 17,00 Dott. Eraldo Natalè
Direttore U.O.Complessa di Neurologia
Osp. Civico A.R.N.A.S. - Palermo
Aspetti clinici delle demenze non Alzheimer
Ore 17,30 Prof. Filippo Drago
Ordinario della Cattedra di Farmacologia I - Facoltà di Medicina e Chirurgia-
Università di Catania
I farmaci antidemenze
Ore 18,00 Dott. ssa Maria Giovanna Pennisi
Dott. Roberto Marziolo
Dott. Gaetano Failla
Dirigenti 1° livello U.O. Complessa di Neurologia
Az. Osp. Cannizzaro - Catania
Interventi preordinati: presentazione e discussione casi clinici
Ore 19,30 CHIUSURA DEI LAVORI DELLA GIORNATA
12 Marzo 2004
Ore 9,00 Dott. Giuseppe Neri
Direttore U.O.Complessa di Neurologia
Dipartimento di Neuroscienze
Az. Osp. Santa Maria – Terni
Le demenze trasmissibili da prioni
Ore 9,30 Prof. Giovanni Pennisi
Prof. Associato di Neurologia
Dipartimento di Neuroscienze
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Catania
Demenze associate a disturbi del movimento
Ore 10,00 Prof. ssa Ornella Daniele
Ricercatore - Istituto di Neuropsichiatria
Università degli Studi di Palermo
L’EEG nelle demenze
Ore 10,30 Dott. Giuseppe Caravaglios
Dirigente 1° livello U.O. Complessa di Neurologia
Az. Osp. Cannizzaro - Catania
EEG quantitativa nelle demenze
Ore 11,00 COFFEE BREAK
Ore 11,30 Dott. ssa Angela Distefano
Specialista in Medicina Nucleare e Radiologia
Ricercatore dell’istituo di Scienze Neurologiche del Consiglio Nazionale delle
Ricerche (CNR) - Catania
Imaging medico- nucleare delle demenze
Ore 12,00 Dott. Flavio Nobili
Neurofisiologia Clinica
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Genova
Applicazioni cliniche della SPECT cerebrale nelle demenze e disordini correlati
Ore 12,30 Dott. Concetto Cristaudo
Direttore U.O. Complessa di Neuroradiologia
Az. Ospedaliera Cannizzaro - Catania
Dott. Luigi Manfrè
Dirigente 1° livello U.O. Complessa di Neuroradiologia
Az. Ospedaliera Cannizzaro - Catania
Possibilità di diagnosi differenziale nelle demenze con neuroimaging
Ore 13,15 LUNCH
Ore 15,00 Dott. Giuseppe Rapisarda
Dirigente 1° livello U.O. Complessa di Neurologia
Az. Osp. Cannizzaro - Catania
La stimolazione magnetica nella Malattia di Alzheimer
Ore 15,30 Prof. Pietro Smirni
Direttore Servizio di Psicologia ASL 3 - Catania
Docente a contratto Psicologia Cognitiva, Università di Catania
Semeiotica Neuropsicologica delle demenze
Ore 16,00 Dott. Bruno Di Marco
Sostituto Procuratore Generale della Procura Generale di Catania
Vizio totale e parziale di mente, pericolosità sociale e misure di sicurezza
alla luce dei principi costituzionali
Ore 16,30 COFFEE BREAK
Ore 17,00 Mons. Salvatore Consoli
Ordinario di Teologia Morale allo Studio Teologico S. Paolo - Catania
La dignità dell’uomo invecchiato quale esigenza del rispetto e dell’aiuto della
società
Ore 17,30 Dott. ssa Daniela Smirni
Borsista Progetto di Ricerca ‘FASTMAD’ per lo studio della Demenza di Alzheimer
Laboratorio di Neuropsicologia:
Analisi qualitativa di protocolli di Valutazione Neuropsicologica
Ore 18,30 Dott. Concetto Cristaudo
Direttore U.O. Complessa di Neuroradiologia
Az. Ospedaliera Cannizzaro - Catania
Dott. Luigi Manfrè
Dirigente 1° livello U.O. Complessa di Neuroradiologia
Az. Ospedaliera Cannizzaro - Catania
Laboratorio di Diagnostica Strumentale
Ore 19,30 CHIUSURA DEI LAVORI DELLA GIORNATA
13 Marzo 2004
Ore 9,15 Prof. Carlo Caltagirone
Ordinario di Clinica Neurologica
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
Direttore Scientifico IRCSS Fondazione Santa Lucia, Roma
Linee guida della SIN per la diagnosi di demenza
Ore 10,00 Prof. Gianfranco Megna
Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitazione
Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Bari
Direttore del Corso di Diploma Universitario per Terapisti della Riabilitazione
presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia - Università degli Studi di Bari
Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Sportiva - Università
degli Studi di Bari
Problematiche dell’età involutiva: possibilità recuperative
Ore 10,30 Prof. Eugenio Aguglia
Ordinario di Psichiatria
Facoltà di Medicina e Chirurgia
Università di Trieste
Approccio terapeutico ai disturbi comportamentali nel paziente con demenza di
Alzheimer
Ore 11,00 COFFEE BREAK
Ore 11,30 DISCUSSIONE – CLINICAL ROUND
Ore 12,30 CONCLUSIONE DEI LAVORI
Ore 12,45 LUNCH
MODERATORI E RELATORI
PROF. EUGENIO AGUGLIA
Nato il 22/8/1952 a Catania è professore ordinario di psichiatria presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università delgi Studi di Trieste dal 1986.
Dal 1987 è Direttore della Scuola di Specializzazione, del D.U. di Servizio
Sociale, ha coordinato il D.U. dei Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica e
psicosociale sino al 1998. E’ direttore dell’U.O. Clinica Psichiatrica e del
Centro U.V.A. dell’Azienda Sanitaria n. 1 Triestina.Presidente della S.I.P.,
vicepresidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, ed autore di
circa 350 lavori pubblicati su riviste nazionali e internazionali e su argomenti
inerenti la clinica psichiatrica e psicofarmacologia l’epidemiologia
psichiatrica e su tematiche specifiche inerenti il suicidio, i disturbi della
condotta alimentare, la demenza dell’Alzheimer
Titolo relazione: I disturbi psichici e comportamentali nelle demenze
ABSTRACT
Già nelle fasi lievi e moderate i sintomi comportamentali si manifestano nei
pazienti con demenza aggravandosi con il proseguio della malattia. Agitazione,
aggressività, e psicosi sono manifestazioni comuni nella demenza, in particolare
nella malattia di Alzheimer. I disturbi comportamentali portano spesso
all’istituzionalizzazione dei pazienti a causa del grosso carico assistenziale
ed emotivo a cui sono sottoposti i caregiver. Molto spesso sono i disturbi
comportamentali, piuttosto che i disturbi cognitivi ad essere causa di burn-out
nei caregiver in quanto sono manifestazioni comuni della malattia, provocano
disagio al paziente ed al caregiver, interferendo nella loro relazione. Sono
però trattabili. Numerosi studi hanno posto in evidenza l’efficacia degli
antipsicotici atipici nel trattamento dei BPSD e la migliore tollerabilità di
questi rispetto ai neurolettici classici che inducono con maggior frequenza EPS
e discinesia tardiva.
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DOTT.SSA AMALIA CECILIA BRUNI
Amalia Cecilia Bruni, medico neurologo è Direttore del Centro Regionale di
Neurogenetica in Lamezia Terme. Si è interessata sin dal 1983 di Malattia di
Alzheimer, contribuendo con uno studio internazionale, all’isolamento e il
clonaggio del gene PS1 nelle grandi famiglie calabresi che lei stessa ha
individuato e studiato clinicamente e genealogicamente, identificando le branche
emigrate in Italia e nel resto del mondo. Recentemente ha contribuito ad isolare
sulle stesse famiglie la nuova proteina delle membrane neuronali chiamata
“Nicastrina” (Nature 2000). La ricerca è stata successivamente estesa alle
demenze frontotemporali e ad altre rare forme di demenza. La congiunzione
dell’accertamento clinico-diagnostico e della metodologia genealogica,
all’interno delle popolazioni fondatrici isolate calabresi, ha favorito inoltre
l’estendersi degli obiettivi di ricerca anche ai Disturbi dell’Umore e alla
Longevità. Si è interessata recentemente anche allo studio delle malattie da
triplette descrivendo la prima famiglia italiana con la nuova forma di malattia
designata come SCA17. Ha coordinato molteplici progetti di ricerca finanziati
dal CNR, Telethon, Ministero della Salute, enti stranieri. Membro della
Commissione Nazionale sulla Malattia di Alzheimer (Ministero della Salute,
2002). Docente a latere per la Genetica delle malattie neurodegenerative nel
dottorato di Biopatologia molecolare; nel Master per le biotecnologie –UNICAL
Cosenza. Collabora attivamente con le più prestigiose Istituzioni di ricerca
italiane e straniere. Ha pubblicato oltre 140 lavori come autore o coautore su
riviste nazionali e internazionali.
Titolo della relazione: Le demenze genotipi e fenotipi
ABSTRACT
Nella malattia di Alzheimer sono attualmente implicati quattro geni; tre
sembrano favorire lo sviluppo precoce della malattia in soggetti con meno di 60
anni: il gene dell’APP (amiloid precursor protein) legato al cromosoma 21; il
gene della presenilina 1 (PS-1) legato al cromosoma 14; il gene della
presenilina 2 (PS-2) legato al cromosoma 1. Il gene dell’APP è tradizionalmente
associato alle forme precoci di M. di Alzheimer con 7 mutazioni di penetranza
completa riscontrate in una ventina di famiglie. I geni delle preseniline
caratterizzano circa la metà delle forme precoci di malattia di Alzheimer con
attualmente 54 mutazioni descritte per PS-1 e solo tre per il PS-2. Circa iol
70% delle mutazioni dei geni preseniline sembrano geneticamente specifiche di un
indivisuo o una famiglia, rendendo irrealistico qualsiasi screening sistematico
delle forme precoci di M. di Alzheimer. In Francia, il numero stimato di M. di
Alzheimer precoce a trasmissione autosomica dominante è di circa 1000. Il 4°
gene, legato al cromosoma 19 determina le tre isoforme e2, e3, e4 dell’apolipoproteina
E (apo E), coinvolta nel metabolismo lipidico, il cui allele e 4 è associato
alle forme tardive di M. di Alzheimer. L’allele e 4 è presente nel 45-60% della
M. di Alzheimer contro il 20-30% nella popolazione generale, e la forma
omozigote, rispettivamente, nel 12-15% contro il 2-3%. Il rischio di M. di
Alzheimer è più alto per gli omozigoti E4 E4 e varia per alcuni in funzione
dell’età: più alto fra i 60 ed i 69 anni rispetto a prima dei 60 anni o dopo gli
80 anni.
PROF.CARLO CALTAGIRONE
Nato a Catania il 21 Ottobre 1948
Nell'anno 1966 si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università
Cattolica di Roma.
Nel Luglio 1972 sostiene l'esame di Laurea discutendo una tesi di carattere
neuropsichiatrico che ottiene il massimo dei voti e la lode.
Immediatamente dopo la laurea viene nominato medico frequentatore presso la
Clinica Neurologica dell'Università Cattolica, titolo che viene successivamente
equiparato dal Consiglio di Facoltà a quello di medico interno con compiti
assistenziali.
Nel Gennaio 1974 risulta vincitore di un concorso per l'assegnazione di una
borsa di studi per Giovani Laureati bandita dal Ministero della Pubblica
Istruzione. Nell'anno successivo (Gennaio 1975) viene nominato Assistente
Universitario presso la Clinica Neurologica dell'Università Cattolica di Roma,
dapprima incaricato e quindi Assistente Ordinario (1977) in seguito a
svolgimento di regolare concorso.
Consegue intanto il diploma di specializzazione in Neurologia (1976) ed in
Psichiatria (1978) entrambi con il massimo dei voti e lode.
Nel 1982 partecipa alla prima tornata dei giudizi di Idoneità a Professore
Associato per il raggruppamento 133 (Neurologia e Neurochirurgia) riportando con
valutazione unanime dalla Commissione, il giudizio di "idoneo a svolgere le
funzioni di Professore Associato nel gruppo discipline n° 133".
Nel Giugno 1983 viene chiamato dal CdF dell' Università di Roma "Tor Vergata"
nel ruolo di Professore Associato per la disciplina Neuropsicologia Clinica.
Negli anni successivi avvia presso la Clinica Neurologica dell'Università di
Roma "Tor Vergata" il Laboratorio di Neuropsicologia e Neurologia
Comportamentale che oltre a svolgere attività clinica e didattica vede ospiti
numerosi ricercatori italiani e stranieri per periodi di formazione.
Nel 1994 viene dichiarato vincitore del concorso a Professore di I Fascia per il
raggruppamento disciplinare Neurologia e nel Novembre di quell'anno è chiamato
dal CdF della Facoltà Medica dell'Università di Roma "Tor Vergata" a ricoprire
il ruolo di Titolare dell'insegnamento di Neurologia per il Corso di Laurea in
Odontoiatria.
Per lo stesso anno accademico è stato incaricato a svolgere per affidamento il
corso di Riabilitazione Neurologica nel Corso di Laurea in Medicina della stessa
Facoltà.
Contribuisce sin dal 1992 alla costituzione dei laboratori di ricerca presso
l'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Fondazione Santa Lucia di
Roma e dal 1993 è responsabile presso la stessa Istituzione del Laboratorio di
Neurologia Clinica e Comportamentale. In questo contesto si sviluppa una linea
di ricerca di formidabile interesse clinico e scientifico incentrata sulla
definizione dei disturbi cognitivi-comportamentali delle lesioni focali e/o
diffuse dell'encefalo e la messa a punto di programmi clinici-riabilitativi per
i pazienti con tali patologie. Dal Gennaio 1997 al Dicembre 1999 è nominato
Direttore Scientifico dell'I.R.C.C.S. Fondazione Santa Lucia.
Dal Novembre 1999 è titolare dell'insegnamento di NEUROLOGIA presso la Facoltà
di Medicina dell'Università di Roma "Tor Vergata” strutturato per le funzioni
assistenziali presso la divisione di Neurologia e Riabilitazione Neurologica
dell’I.R.C.C.S. Fondazione Santa Lucia.
E' Presidente dei corsi di Laurea per Logopedisti e per Fisioterapisti
dell'Università di Roma Tor Vergata presso l'IRCCS Santa Lucia.
Dal Gennaio 2002 è nuovamente Direttore Scientifico dell'Istituto di Ricovero e
Cura a Carattere Scientifico Fondazione Santa Lucia; al momento ricopre tale
incarico.
E’ autore di oltre 140 pubblicazioni su riviste internazionali peer-reviewed in
tema di neurologia clinica, neuropsicologia clinica e comportamentale,
neuro-riabilitazione.
E' membro di numerose società scientifiche Nazionali ed Internazionali. Dal
Gennaio 2003 è Presidente della Società Italiana di Neurogeriatria.
Titolo relazione: Linee guida della SIN per la diagnosi di demenza
ABSTRACT
Le linee guida cercano di riassumere i dati e possono essere utili
nell’individuazione e nel trattamento di pazienti affetti da demenza di
Alzheimer e di altri tipi di demenza associati al processo di invecchiamento.
Gli esami consigliati sono: 1) Anamnesi mirata con attenta ricerca dei disturbi
della memoria, del linguaggio, dell’attenzione, della capacità dio giudizio e
dell’orientamento spazio-temporale; 2) esame obiettivo generale e neurologico
con ricerca di segni di malattie sistemiche e/o neurologiche; 3) valutazione
neuropsicologica; 4) esami di laboratorio; 5) screening per malattie
metaboliche; 6) indagini genetiche; 7) Rx torace; 8) EEG; 9) TC/RM encefalo; 10)
SPECT/PET; 11) esame del liquor.
DOTT. GIUSEPPE CARAVAGLIOS
Nato a Trapani il 17 Settembre 1964,
Ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia il 27 luglio del 1989, presso
l’Università degli Studi di Palermo riportando la votazione di 110/110 con lode.
Nel dicembre 1993 ha conseguito la Specializzazione in Neurologia, riportando la
votazione di 50/50 con lode.
Dal 13 luglio 1996 al 12 marzo 1997 ha prestato servizio presso la Divisione di
Neurologia dell’Azienda Ospedaliera Civico e Benfratelli di Palermo in qualità
di dirigente medico di I livello (incarico ottomestrale).
Nel mese di giugno 1997 ha conseguito, col massimo dei voti, il diploma di
perfezionamento in epilettologia ed elettroencefalografica clinica presso
l’Università di Messina.
Dal 1° aprile 1999 al 30 giugno 2000 ha prestato servizio presso la II Divisione
di Neurologia ed il Pronto Soccorso dell’Azienda Universitaria Policlinico di
Palermo in qualità di dirigente medico di 1° livello nella branca di Neurologia
(contratto libero-professionale).
Dal 27 giugno 2001 al 31 dicembre 2001 ha prestato servizio presso la Divisione
di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera di Vercelli in qualità di dirigente
medico di I livello (incarico ottomestrale).
Dal 1° gennaio 2002 presta servizio presso l’Unità Operativa di Neurologia
dell’Azienda Ospedaliera “Cannizzaro” di Catania in qualità di dirigente medico
di I livello (contratto a tempo indeterminato)
Titolo relazione: Elettroencefalografia quantitativa e demenze
ABSTRACT
Gli studi tramite elettroencefalografia quantitativa sull’invecchiamento
cerebrale rivelano alcune differenze rispetto agli studi tramite EEG
convenzionale. C’è un sostanziale accordo rispetto al fatto che si assiste ad un
lieve rallentamento del ritmo posteriore alfa di 0,5-1 Hz; inoltre, si verifica
un aumento della discontinuità dello stesso ritmo di fondo. Esiste un generale
accordo relativamente al fatto che l’elettroencefalografia quantitativa è utile
per indagare l a presenza di uno stato di demenza. La maggior parte delle
ricerche utilizza diversi tipi di misurazioni effettuate tramite
elettroencefalografia quantitativa (es.: potenza assoluta e relativa dello
spettro di frequenza) e di combinazioni di queste stesse misurazioni per
effettuare una diagnosi differenziale tra i soggetti con demenza e soggetti
senza demenza. Questi indici sono complementari e rappresentano informazioni
aggiuntive nell’indagine di stati di anormalità. In un certo numero di ricerche
è emerso che nella demenza si osservano un aumento della potenza delta e theta,
una diminuzione della potenza alfa e beta ed una diminuzione della frequenza
media. Alcuni lavori mostrano che nella demenza di Alzheimer l’aumento della
potenza del ritmo lento delta e la riduzione del ritmo rapido beta sono più
marcati sulle regioni temporo-parietali. Da molti studi è emerso che esiste una
relazione lineare positiva tra il grado di deterioramento cognitivo nella
demenza e l’aumento della potenza delle onde lente e la diminuzione della
potenza dell’attività rapida. Rimane, tuttavia, incerto a quale livello di
precocità dello stato di demenza l’elettroencefalografia quantitativa può
risultare efficace nel discriminare lo stato di anomalia dell’attività
bioelettrica cerebrale.
MONS.PROF. SALVATORE CONSOLI
Nato a Ragalna (Catania), il 23/12/1937
Dottorato in Teologia morale
Accademia Alfonsiana - Roma 1977
Prelato d'Onore di Sua Santità (27 agosto 1993).
Attività scientifica
- Professore Ordinario di Teologia morale nello Studio Teologico S. Paolo -
Catania;
- Professore Invitato di Teologia morale nella Facoltà Teologica di Sicilia -
Palermo;
- Preside dello Studio Teologico S. Paolo dal 1973 al 1999;
- Presidente dell'Associazione culturale "Istituto per Documentazione la Ricerca
S. Paolo" dal 1981 ad oggi;
- Direttore di "Synaxis";
- Membro dell'Istituto Siciliano di Psicologia Applicata e di Scienze
Antropologiche.
- Membro del Comitato Etico dell'OASI Maria SS., Istituto di Ricovero e Cura a
Carattere Scientifico di Troina, dal 1994.
Tra le pubblicazioni
- Riflessioni teologico-pastorali sulla religiosità popolare, in Aa.Vv,
"Religione e morale popolare cristiana. Ricerca interdisciplinare", Edb, Bologna
1980;
- La direzione spirituale nella storia. Sguardo panoramico, in Aa.Vv., "La
direzione spirituale oggi", Dehoniane, Napoli 1981;
- Morale e Santità. Metodologia per una morale teologica secondo Daniele Concina,
La Roccia, Roma 1983;
- Religione e morale, in "Nuovo dizionario di teologia morale", Paoline,
Cinisello Balsamo 1990;
- I fondamenti della morale cristiana: radici e ambiti della «Novità
evangelica»", in "Presenza pastorale" 60 (1990);
- Violenza, in "Dizionario di bioetica", Edb-Isb, Bologna-Acireale 1994;
- La mafia nel pensiero di Giovanni Paolo II. Indicazioni metodologiche per uno
specifico intervento pastorale della Chiesa, in "Synaxis" 14 (1996);
- La pietà popolare siciliana, in Vittorio Peri (a cura di), Agata la santa di
Catania, Editrice Velar, Bergamo 1996;
- Pentiti e conversione, in Aa.Vv., Per una cultura della non-violenza. La
testimonianza di Don Pino Puglisi, Caltanissetta 1997.
- Centralità di Cristo nella vita del laico consacrato, in "Incontro" 9 (1997).
Titolo relazione: La dignità dell’uomo invecchiato quale esigenza del rispetto e
dell’aiuto della società
ABSTRACT
La nuova strutturazione, per cause culturali e socio- economiche, della famiglia
(si è concluso il ciclo della famiglia- clan) ha modificato il ruolo
dell’anziano. Si aggiunge inoltre, che l’Italia, essendo uno dei paesi
occidentali in cui si vive più a lungo, sta diventando una nazione di anziani;
tanto più che siamo anche fra i meno prolifici della Terra. Oggi sta di fatto,
però, che non solo si è allungata la durata media di vita, ma anche la speranza
di vita; questo oltre all’obbligo della raccolta a dare all’uomo anziano i
necessari e basilari fattori di assistenza, pone all’anziano il dovere di essere
egli protagonista e di non sprecare quella parte della sua vita finalmente
libera dagli affanni che hanno contraddistinto la sua prima parte di esistenza.
Di conseguenza metterà a disposizione degli altri, cioè della società, la
propria cultura, la propria esperienza, il proprio tempo libero, essendo più
libero di quanto abbiano fatto negli anni che si è lasciato alle spalle per fare
diventare questo periodo l’età più fertile e creativa.
DOTT. ERMINIO COSTANZO
Nato a Mascalucia (CT) il 02/08/1949
Laurea in Medicina e Chirurgia conseguita presso l’Università degli Studi di
Catania nel 1977 con il massimo dei voti.
Specializzazione in Neurologia nel 1981conseguita presso l’Università di Catania
con il massimo dei voti e la lode.
Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione nel 1993 conseguita presso
l’Università di Catania con il massimo dei voti e la lode.
Conseguimento della Idoneità Nazionale a Primario nella disciplina di Neurologia
nell’anno 1989.
Servizio
Dal 11/11/1977 al 25/2/1980 Medico Interno con compiti assistenziali presso
l’Istituto di Clinica Neurologica della Università di Catania(funzioni
convalidate dal Consiglio della Facoltà di Medicina).
Tirocinio Pratico Ospedaliero compiuto dal 01/9/1978 al 28/2/1979 presso la
Divisione di Neuropsichiatria dell’Ospedale Generale Provinciale “Garibaldi” con
il giudizio complessivo di “ottimo”.
Dal 1/7/1980 con la qualifica di assistente di Neurologia presso la Divisione di
Neurologia dell’Ospedale Garibaldi di Catania ininterrottamente fino al
31/1/1989.
Dal 01/2/1989 veniva conseguita la posizione funzionale di aiuto corresponsabile
di Neurologia sempre presso il P.O. Garibaldi di Catania.
Dal 01/2/1992 al 31/12/2000 è responsabile del modulo di “Riabilitazione
neurolesi vascolari e traumatici” presso la Divisione di Neurologia del P.O.
Garibaldi di Catania,Azienda di Rilievo Nazionale e di Alta Specializzazione.
Dal 01/1/1994 al 31/12/2000 con la funzione di Dirigente Medico I° Livello,
Fascia A.
Dal 01/01/2001 Direttore della Unità Operativa Complessa di Neurologia presso
l’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania
Titolo relazione: Elettroencefalografia quantitativa e demenze
ABSTRACT
I criteri classici utilizzati da oltre un secolo sono basati sui segni ed i
sintomi delle demenze senili primitive, in generale, e della Malattia di
Alzheimer, in particolare. Più recentemente l’individuazione di demenze
secondarie, particolare vascolari, ha condotto alla definizione di criteri
costitutiv della sindrome demenziale, distinguendoli dai criteri specifici delle
varie etiologie. La sindrome demenziale è un’entità clinica basata
sull’associazione di sintomi e segni caratteristici che devono essere precisati
da criteri espliciti. Nei campi della ricerca clinica, epidemiologica e negli
studi terapeutici, ma anche per la formulazione della diagnosi clinica, i
criteri più utilizzati sono quelli forniti dall’”American Psychiatric
Association” (DSM III-R e DSM IV) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
DOTT. CONCETTO CRISTAUDO
Nato ad Aci Sant’Antonio (CT) l’8-12-1957
Nell'anno accademico 1978-1979 ha frequentato, in qualità di studente interno
l'Istituto di Fisiologia dell'Università di Catania, e si è dedicato
particolarmente alla Neurofisiologia e partecipando attivamente alla ricerca
sulle vie cerebello-rubro-spinali.
L' 8/11/1982 consegue il Diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia, discutendo
la tesi "Echinoccosi cerebrale multipla primaria: caso clinico", riportando la
votazione di 110/110 e lode e proposta al premio Clementi.
Ha partecipato a numerosi corsi e congressi internazionali.
Nell'Ottobre 1989 gli viene riconosciuta l'attività didattico-scientifica prima
dal Direttore dell'Istituto di Neurochirurgia, e dopo dal Consiglio di Facoltà
di Medicina dell'Università di Catania (verbale n.11 del 27/10/1989).
Dal 13 aprile al 12 maggio 1999 frequenta il Servizio di Neuroradiologia
dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda di Milano, occupandosi di tecniche
di terapia endovascolare.
Dal 03/08/1993 al 12/10/1993 ha prestato servizio con incarico ottomestrale, con
la qualifica di Assistente Medico Neuroradiologo a tempo pieno, presso il
servizio di Radiologia 2° (NMR, TAC, Angiografia) dell'Ospedale Cannizzaro di
Catania.
Dal 13/10/1993 al 31/12/1993 ha prestato servizio di ruolo, con la qualifica di
Assistente Medico Neuroradiologo a tempo pieno, presso il servizio di Radiologia
2° (NMR, TAC, Angiografia) dell'Ospedale Cannizzaro di Catania.
Dal 01/01/1994 al 09/07/1995 ha prestato servizio di ruolo, con la qualifica di
Dirigente Medico di I livello - fascia B - Neuroradiologo a tempo pieno, presso
il servizio di Radiologia 2° (NMR, TAC, Angiografia) dell'Ospedale Cannizzaro di
Catania. Dal 10/07/1995 al 30/06/1997 ha prestato servizio di ruolo, con la
qualifica di Dirigente Medico di I livello - fascia B - Neuroradiologo a tempo
pieno, presso il servizio di Radiologia 2° (NMR, TAC, Angiografia) dell'Azienda
Ospedaliera Cannizzaro di Catania.
Dal 01/07/1997 al 30/07/1999 ha prestato servizio di ruolo, con la qualifica di
Dirigente Medico di I livello - fascia B - Neuroradiologo a tempo pieno, presso
il servizio di Radiologia 2° (NMR, TAC, Angiografia) dell'Azienda Ospedaliera
Cannizzaro di Catania.
Dal 31/07/1999 al mese di Agosto 2001 ha prestato servizio di ruolo, con la
qualifica di Dirigente Medico di I livello Neuroradiologo a tempo pieno, presso
l’Unità Operativa di Diagnostica per Immagini (NMR, TAC, Angiografia)
dell'Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania. Dal 01/12/1997 al 31/10/1999 gli
viene conferito l’incarico professionale tipologia C.2 per proposta motivata del
Dirigente di II livello dell’Unità Operativa di Diagnostica per Immagini con
riferimento alla capacità professionale dimostrata nel settore della
Neuroradiologia, accompagnata da corresponsabilità nella gestione della
struttura e precisi ambiti di autonomia professionale. Tale tipologia di
incarico si caratterizza per i seguenti fattori: 1) Responsabilità della
correttezza tecnica dell’attività propria e dei propri collaboratori (numero
due) nell’ambito dell’incarico affidato; 2) autonomia della posizione con
riferimento alla qualità e alla quantità di prestazioni; 3) alto livello di
specializzazione e comportante utilizzo di tecnologie complesse con rilevanza a
livello aziendale.
Dal mese di Agosto 2001 Dirigo l’ UO di Neuroradiologia a struttura complessa
dell’ AO Cannizzaro di Catania.
Si occupo di Neuroradiologia Interventistica Vascolare e Spinale.
E’ Direttore, dal mese di Agosto 2001, dell' unica Unità Operativa a struttura
complessa di Neuroradiologia della Regione Sicilia.
Titolo relazione: Possibilità di diagnosi differenziale nelle demenze con
neuroimaging (prima parte)
ABSTRACT
Le moderne tecniche di imaging computerizzate forniscono l’eccellente
opportunità di esaminare in vivo lo spettro e l’estensione dei cambiamenti della
morfologia cerebrale che avvengono nell’invecchiamento fisiologico. Questo tipo
di informazioni sono necessarie per la comprensione dell’invecchiamento
cerebrale patologico dell’individuo anziano. In letteratura esiste un
sostanziale accordo sul fatto che l’invecchiamento è associato a: 1) aumenti non
lineari nel volume del terzo ventricolo; 2) aumento del volume del solco LCS; 3)
diminuzione del volume cerebrale, soprattutto nei lobi frontali e nelle
strutture della materia grigia corticale e sottocorticale; 4) aumento della
variabilità nelle misurazioni delle dimensioni cerebrali; 5) aumento della
frequenza e della gravità dell’iperintensità sottocorticale all’imaging di RM.
Gli effetti dell’età sui due emisferi sono simili in molte strutture. Possono
esserci differenze di genere negli effetti dell’età sulla morfologia cerebrale
in alcune aree o strutture (ad esempio nel volume del solco LCS e probabilmente
nelle regioni fronto-temporali) e, nella maggior parte dei casi, tali
modificazioni sono maggiori negli uomini piuttosto che nelle donne. Sono
necessari ulteriori studi per caratterizzare con maggiore precisione gli effetti
dell’invecchiamento normale rispetto a quello patologico, sul cervello in
generale e su strutture cerebrali specifiche, oltre che la relazione tra tali
cambiamenti correlati all’età ed il funzionamento cognitivo della popolazione
anziana.
DOTT.SSA ORNELLA DANIELE
Nata a Palermo, 28 febbraio 1948
Laurea in Medicina e Chirurgia: 1973, Università di Palermo
Specializzazione in Neurologia : 1976, Università di Palermo
1976: assegno di studio ministeriale di formazione didattico-scientifica presso
la “Clinica delle malattie nervose e mentali” Università di Palermo
1980: Nomina a Ricercatore confermato presso la Clinica Neurologica
dell’Università di Palermo
1975-1978 frequenza del Servizio di Neurofisiopatologia del CHU (Centre
Hopitalier
Universitaire) dell’Università di Aix-Marseille, Facoltà di Medicina di
Marsiglia, diretto dal Prof. Henri Gastaut.
Partecipazione Corso post-universitario di Elettroencefalografia con
conseguimento di attestato di Studi di Elettroencefalografia clinica.
Conseguimento del titolo di Assistente Straniero della Facoltà di Medicina
dell’Università di Marsiglia
Frequenza del Centre St Paul e INSERM di Marsiglia diretti dai professori J.
Roger e C.A. Tassinari
1979: Frequenza del “National Institute for Nervous Diseases” (Queen Square) di
Londra e relativo Corso di Specializzazione in Neurologia diretto dal Prof.
Gauthier-Smith.
1980-2001:Attività assistenziale nei reparti di degenza della clinica e nel
laboratorio di EEG; ambulatorio e Day Hospital dedicati all’Epilessia
1994: Nomina ad Aiuto presso la I Divisione di Neurologia
1992, 1996: Organizzazione dei Corsi Nazionali LICE (Lega Italiana contro
l’Epilessia): “Advances in methodological approaches in epilepsies” – Erice,
Centro di Cultura Scientifica “Ettore Maiorana”
1996-97: Organizzazione delle Riunioni Regionali della Sezione Siciliana della
LICE
1993-2001: Coordinamento gruppi di ricerca impegnati in trials farmacologici :
oxcarbazepina, valproato, lamotrigina, gabapentin, felbamato, topiramato,
levetiracetam
1987-90: Coordinatrice regionale della LICE
1990-96: Membro del Consiglio Direttivo della (LICE) Lega Italiana Contro
l’Epilessia
1981-2001 Responsabile dell’organizzazione dei congressi nazionali LICE svoltisi
a Palermo
1993-2001: docente corsi di aggiornamento nazionali in EEG e tecniche correlate
svoltisi a Milano, Gargnano, Polverigi (AN), Messina, Troina
1990-2003: incarico di insegnamento di “Clinica Neurologica” presso la Scuola di
Specializzazione in Psichiatria e di “Elettroencefalografia” presso la Scuola di
Specializzazione in Neurologia
1990-2003: incarico di insegnamento nell’ambito di discipline neurologiche nel
Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia
1999-2002: Incarico di insegnamento nel D.U. di Tecnici della Riabilitazione
neuromotoria.
2001-2003: Incarico di insegnamento nel D.U. di Tecnici della Riabilitazione
psichiatrica.
Durante tutta la sua carriera assistenziale, didattica e di ricerca si è
impegnata peculiarmente nell’ambito della diagnosi e cura delle epilessie ed ha
svolto attività di ricerca (circa 130 pubblicazioni su riviste nazionali ed
internazionali) nel campo della neurofisiopatologia con particolare riguardo
alle correlazioni clinico-strumentali con l’epilessia.
Titolo relazione: L’EEG nelle demenze
ABSTRACT
L’EEG può essere utile nella valutazione delle demenze per diverse ragioni. Esso
può confermare il sospetto di una anomalia delle funzioni cerebrali;
particolarmente nella diagnosi differenziale tra demenza degenerativa primaria (es.:
Malattia di Alzheimer) e disturbi psichiatrici come la depressione. In altri
pazienti l’EEG può indicare la presenza di una disfunzione focale piuttosto che
un’anomalia diffusa come causa dei disturbi cognitivi lamentati dal paziente.
Più raramente l’EEG può decelare un disordine epilettico come causa di
disfunzione cognitiva ed occasionalmente può avere una specificità elevata come
nella Malattia di Creutzfeldt-Jakob.
In un paziente con demenza , precocemente nel corso della malattia, un tracciato
elettroencefalografico normale o lievemente alterato depone in prima ipotesi per
una sindrome degenerativa primaria piuttosto che per una encefalopatia
metabolica, tossica o infettiva. In generale, se esiste una congruenza fra
gravità del quadro clinico e gravità del pattern EEG, è probabile che si tratti
di una forma di demenza trattabile. D’altra parte, se il quadro cognitivo è
discretamente compromesso e l’elettroencefalogramma risulta normale o lievemente
alterato, è probabile che si tratti di una demenza degenerativa primaria o di
pseudodemenza.
L’elettroencefalogramma, da solo, raramente è diagnostico, ma può comunque
fornire informazioni molto utili al clinico per un corretto percorso
diagnostico.
DOTT. BRUNO DI MARCO
Nato a Tortorici (ME) il 14-01-1946,
Laurea presso l’Università degli Studi di Messina.
Entrato in Magistratura il 5-2-1974; dopo un periodo di incarico quale Pretore
Dirigente presso la Pretura di Cassano D’Adda, è passato successivamente a
Catania quale Pretore Penale occupandosi particolarmente di infortunistica sul
lavoro, malattie professionali e responsabilità nell’esercizio della professione
sanitaria.
Presidente della Sezione GIP presso la Pretura Circondariale di Catania, e
quindi passato quale Presidente di Sezione del Tribunale di Gela (occupandosi di
criminalità organizzata, mafia e non)
Attualmente Sostituto Procuratore Generale presso la Procura Generale di Catania
particolare occupazione di criminalità organizzata.
E’ autore di numerose pubblicazioni di carattere giuridico inerenti le
problematiche di responsabilità dell’infortunio sul lavoro, sia con riferimento
al processo penale.
Numerose volte incaricato dal C.S.M. come relatore in incontri di studi per
magistrati.
E’ in atto Presidente della A.N.M. Sezione Distrettuale di Catania
Titolo della relazione: Vizio totale e parziale di mente, pericolosità sociale e
misure di sicurezza alla luce dei principi costituzionali.
ABSTRACT
La relazione affronta e vuole chiarire le problematiche sulla valutazione
dellapatologia neurologica sotto ilprofilo della ripercussione sulla validità
psico-fisica del soggetto; situazione che presenta non trascurabili difficoltà
dal punto di vista nosografico ed interpretativo. L’imputabilità ossia la
capacità di intendere e volere è disciplinata dall’art. 85 c.p.: “Nessuno può
essere punito per un fatto previsto come reato se nel momento in cui l’ha
compiuto non era imputabile”. E’ imputabile chi ha la capacità di intendere e di
volere. Riveste indubbia importanza peraltro, e nel nostro caso, il distinguere
tra “vecchiezza fisiologica” e “vecchjiezza patologica”: si tratta, cioè di
individuare nel quadro involutivo senile la presenza di una copmponente
patologica che eventualmente abbia rilevanza ai fini dell’applicazione degli
artt. 88 ed 89 c.p.. Nell’attenzionare tutte queste situazioni
neuropsicopatologiche in cui la capacità di intendere e di volere difficilmente
risultano pienamente conservate, oltre che autore di reato, l’anziano diviene
più facilmente vittima. Di conseguenza alcune di queste condizioni di patologia
possono dare luogo ad uno stato di suggestionabilità patologica che integra il
reato di circonvenzione di incapaci (art. 643 c.p. “…chiunque…abusando dello
stato di infermità o di deficienza psichica di una persona, anche se non
interdetta o inabilitata, lo induce a compiere un atto che comporti qualsiasi
effeto giuridico per lei o per altri dannoso è punito”). Pertanto di fronte ad
un soggetto anziano non esistono regole aprioristicametne adottabili; la
infermità di mente deve essere accuratamente dimostrata, documentata e
specificata nella sua incidenza qualitativa e quantitativa sulla capacità di
intendere e di volere.
PROF. SANTO DI NUOVO
Nato a Catania il 3.6.1950
Laurea in Filosofia (Catania, 1972) e in Psicologia (Padova,1976).
Professore ordinario di Psicologia, Facoltà di Scienze della Formazione,
Università di Catania.
Preside della Facoltà di Scienze della Formazione.
Docente nella Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina preventiva della
Facoltà medica dell'Università di Catania.
Dal 1995 componente in qualità di esperto del Comitato tecnico-scientifico del
Centro Orientamento e Formazione dell'Università di Catania.
Componente del "Comitato nazionale Psicologia e turismo" e del direttivo della
Associazione Nazionale Psicologia Giuridica.
Per il triennio 1996/'98 vicepresidente della A.I.P. (Associazione Italiana
Psicologi).
Membership SPR - Society for Psychotherapy Research - Sezione Italiana. Per il
biennio 1998-'99 componente il Consiglio Direttivo e Coordinatore delle attività
scientifiche.
Obiettivi generali della ricerca:
Obiettivo comune a molti degli studi condotti in campi diversi della psicologia
è la individuazione e la modificazione di alcuni fattori che interferiscono con
un adeguato funzionamento cognitivo, interpersonale e sociale dell'individuo.
E' stata studiata in particolare la dimensione flessibilità/rigidità nei diversi
aspetti riguardanti le aree attentiva e percettiva e quella emozionale, la
percezione sociale, la mentalità personale, il concetto di sè e l'identità in
situazioni di normalità, patologia psichica, ritardo mentale ed handicap.
All'interno dell'obiettivo generale è articolato un obiettivo metodologico (per
le variabili in esame, reperire o mettere a punto tecniche utili ad un
attendibile assessment), ed un obiettivo applicativo, consistente
nell'approntare e verificare metodiche atte ad incrementare abilità carenti e a
modificare stili cognitivi disadattivi.
Sempre in un'ottica applicativa, l'interesse di ricerca più recente riguarda le
modalità di integrazione tra sperimentazione e intervento psicologico, e le
metodologie e tecniche di analisi dei dati con particolare riferimento alla
valutazione degli effetti degli interventi mediante approccio meta-analitico. In
quest'ultimo filone si inserisce il progetto di ricerca nazionale sulla
'Valutazione delle terapie psicologiche' coordinato con clinici e ricercatori di
diverso orientamento teorico e metodologico.
Le ricerche compiute hanno dato luogo, dal 1974 ad oggi, a 180 pubblicazioni,
tra cui 20 volumi. Degli articoli, 18 sono pubblicati su Riviste o volumi
internazionali.
DOTT.SSA ANGELA DISTEFANO
Nata il 20-01-1955 a Ragusa
Laureata in Medicina e Chirurgia nel Marzo 1980, presso l'Università degli Studi
di Catania.
Nel Giugno 1983 si specializza in Medicina Nucleare, presso l'Università degli
Studi di Firenze e nel Luglio del 1990 in Radiologia con orientamento in
Radiodiagnostica, presso l'Università degli Studi di Catania.
Per 10 anni dirige un servizio di medicina nucleare in una struttura privata.
Dal maggio 1995 lavora, in qualità di Ricercatore al Consiglio Nazionale delle
Ricerche (CNR) presso l'Istituto di Bioimmagini e Fisiopatologia del Sistema
Nervoso Centrale (IBFSNC) di Catania, diventato dal Marzo 2002 Istituto di
Scienze Neurologiche. (ISN) diretto dal Prof. Aldo Quattrone.
Si è occupata soprattutto di cardiologia nucleare e di neurologia nucleare.
E’ stata docente alla scuola per tecnici di radiologia e alla scuola per
infermieri professionali. Ha organizzato per l’Istituto del CNR numerosi
convegni e Congressi ed è stata relatrice in numerosi convegno e corsi di
aggiornamento.
Attualmente si occupa di SPECT cerebrale nelle Demenze e nei Parkinsonismi ed ha
avviato da due anni una collaborazione scientifica con la Clinica pediatrica
dell’Università di Catania per lo studio delle patologie del SNC in età
pediatrica.
Titolo relazione: La SPECT nell’invecchiamento cerebrale
ABSTRACT
Il morbo di Alzheimer è, tra tutte le patologie, quella che ha beneficiato di
più ed in maniera più estesa degli studi SPECT. I risultati forniti da questi
studi concordano strettamente con quelli della PET. E’ dunque attualmente ben
stabilito che l’immagine tipica del morbo di Alzheimer, in SPECT come in PET, è
quella di un’ipoperfusione e/o ipometabolismo delle regioni temporo-parietali.
Quest’immagine è stata riscontrata con tutti i marcatori di per fusione
cerebrale, senza alcuna eccezione. In tutti i casi, è stata descritta come più
precoce, più estesa e più intensa delle immagini di atrofia localizzata messe in
evidenza con la TC o la RM tradizionale. Nella maggior parte dei casi, queste
anomalie della per fusione e del metabolismo sono bilaterali ed asimmetriche e
si osservano nei pazienti che presentano tipiche manifestazioni di afasia,
aprassia, agnosia. Altresì, hanno carattere evolutivo. Nelle forme gravi o di
lunga data si riscontra frequentemente un’ipoperfusione e/o un ipometabolismo
delle regioni frontali.
PROF. FILIPPO DRAGO
Nato ad Enna il 5 Dicembre 1954, è attualmente titolare della Cattedra di
Farmacologia I della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di
Catania. E’ professore ordinario presso il Dipartimento di Farmacologia
Sperimentale e Clinica della stessa Università. Negli anni 1980-1982 ha lavorato
presso il Rudolf Magnus Institute for Pharmacology dell'Università di Utrecht
(Olanda) dove ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Farmacologia discutendo
una tesi sugli effetti comportamentali dell’ormone prolattina. Nel 1982 si è
specializzato in Psichiatria, e successivamente nel 1984 in Neurologia e nel
1990 in Igiene Mentale. Per lunghi periodi ha lavorato a Chapel Hill (USA) e a
Rehovot (Israele). Dal 2001 è membro della Commissione Unica del Farmaco e dal
2002 è componente dell’Executive Committee dell’ECNP (European College of
Neuropsychopharmacology).
E' autore di più di 300 pubblicazioni e vari volumi, soprattutto nel campo della
neurofarmacologia e della farmacologia del comportamento. Nell’ambito della sua
produzione scientifica, sono di rilievo le ricerche riguardanti gli effetti di
neuropeptidi sui processi cognitivi e sull’attività sessuale, ed il meccanismo
d’azione degli antidepressivi ed degli antipsicotici.
E’ giornalista pubblicista e collabora con diverse testate giornalistiche
soprattutto di interesse medico.
Titolo relazione: I farmaci antidemenze
ABSTRACT
Da un punto di vista fisiopatologico, le alterazioni cognitive e comportamentali
della malattia di Alzheimer sono state correlate ad una riduzione di tutti i
sistemi neurotrasmettitoriali, in particolare di quello colinergico a livello
dell’ippocampo, della corteccia medio-temporale, parietale ed orbitofrontale.
L’attuale terapia farmacologica è di tipo sintomatico: il suo obiettivo è di
migliorare le funzioni cognitive del paziente, ridurre i disturbi
comportamentali e rallentare la progressione della malattia. Sono state
sviluppate diverse strategie terapeutiche mirate ad aumentare la funzionalità
delle sinapsi colinergiche, soprattutto mediante l’utilizzo di farmaci inibitori
dell’acetilcolinesterasi (AchEI), enzima deputato al catabolismo dell’acetilcolina.
Il capostipite di questi farmaci è la tacrina, il cui uso è stato fortemente
limitato da una serie di effetti collaterali avversi (come nausea, vomito,
agitazione e soprattutto epatotossicità). Altri composti appartenenti alla
stessa famiglia ed attualmente utilizzati per il trattamento della malattia di
Alzheimer sono il donepezil, la rivastigmina e la galantamina. Tali molecole,
rispetto alla tacrina, hanno minori effetti collaterali, non presentano
epatotossicità, ed hanno una farmacocinetica più favorevole grazie alla più
lunga emivita. Le linee-guida del National Institute for Clinical Excellence (NICE)
e dell’American Academy of Neurology (AAN) sottolineano che i trattamenti
farmacologici con AChEI risultano efficaci su tutti i domini sintomatologici
(cognitivo, funzionale, comportamentale) della malattia di Alzheimer di grado
lieve-moderato.
La memantina è un nuovo farmaco per la malattia di Alzheimer, introdotto
specificamente per la forma medio-grave di questa patologia. La sua attività
farmacologica è complessa, ma è sostanzialmente riconducibile ad un antagonismo
dei recettori NMDA del glutammato. Si pensa, infatti, che nella malattia di
Alzheimer, come in altre situazioni patologiche a componente neurodegenerativa,
elevate concentrazioni di glutammato determinino una sovrastimolazione del
recettore NMDA con conseguente influsso massivo di calcio all’interno dei
neuroni e successiva attivazione di enzimi citolitici.
Numerosi altri farmaci sono stati considerati per un impiego nel trattamento del
decadimento cognitivo-comportamentale nella malattia di Alzheimer. In
letteratura esiste l’evidenza degli effetti di questi farmaci su modelli
sperimentali, ma spesso la loro efficacia clinica non è stata dimostrata
adeguatamente in studi clinici controllati. Tra questi ricordiamo l’idebenone e
la nicergolina. Un possibile uso nella malattia di Alzheimer è stato ipotizzato
anche per i cosidetti nootropi (piracetam, oxiracetam, aniracetam, pramiracetam),
l’estratto di Ginkgo Biloba, la citicolina e l’acetilcarnitina.
DOTT. GAETANO FAILLA
Nato a Catania, il 27-11-1963
Laurea in Medicina e Chirurgia il 4/11/88 con voti 110/110 e lode
Abilitazione all’esercizio professionale nella II sessione dell’anno 1988 con
voti 186/200
Iscrizione all’Albo dei medici chirurghi della provincia di Catania dal 26/1/89
Specializzazione in Neurologia il 26/7/93 con voti 50/50 e lode
Medico interno con compiti assistenziali presso l’Istituto di Clinica
Neurologica di Catania dal 7/11/88 al 13/7/89
Partecipazione al “Corso avanzato di Risonanza Magnetica in Neuroradiologia” a
Bari dal 18 al 22 aprile 1994
Frequenza al “Corso di perfezionamento in neurologia pediatrica” dell’Università
degli Studi di Catania nell’anno accademico 1995-96
Partecipazione al corso “Advances and methodological approaches in epilepsies” a
Erice dal 15 al 21 marzo 1996
Contrattista presso la Clinica Neurologica I del Policlinico dell’Università di
Catania dal 15 luglio 1995 al 14 luglio 1996
Partecipazione dal 6 febbraio 1997 al 22 maggio 1997 a Catania al “Corso di
Elettroencefalografia dell’età evolutiva”
Frequenza al “Corso di perfezionamento in elettromiografia e studio dei
potenziali evocati” con esame finale presso l’Università di Messina nell’anno
1998
Conseguimento del “Board of qualification in extrapyramidal diseases”, istituito
dalla L.I.M.P.E. (Lega italiana per la lotta contro la malattia di Parkinson e
le malattie extrapiramidali) nell’anno 1999
Partecipazione al “Corso teorico-pratico di epilettologia” presso la Clinica
Neurologica I dell’Università di Messina dal 22 al 26 maggio 2000
Partecipazione al “3° Corso Residenziale di Perfezionamento in Diagnostica
Multidisciplinare delle Malattie Neuromuscolari” dal 26 novembre al 1° dicembre
2001 presso il Policlinico Universitario di Messina
In servizio dal 18 aprile al 22 agosto 1997 e dal 25 novembre 1997 al 15 gennaio
2002 in qualità di dirigente sanitario presso l’Unità Operativa di Neurologia
dell’Azienda Ospedaliera “Gravina” di Caltagirone
In servizio dal 16 gennaio 2002 ad oggi in qualità di dirigente sanitario presso
l’Unità Operativa di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera “Cannizzaro” di Catania
PROF. ANTONINO FALSAPERLA
Nato a Catania l'11/02/1939.
Diploma di Maturità Classica nel 1957.
Laurea in Medicina e Chirurgia nell’Università di Catania col massimo dei voti,
la lode e la proposta al Premio Bisceglie, in data 11/02/l964.
Durante il corso di Laurea, allievo interno negli Istituti di Patologia speciale
medica e metodologia clinica, di Clinica oculistica e di Clinica delle malattie
nervose e mentali.
Medico interno nella Clinica delle malattie nervose e mentali dell'Università di
Catania dal 21/02/ 1964 al 31/01/1977, ottemperando agli obblighi assistenziali
e svolgendo ricerche sperimentali. Specializzazione in malattie nervose e
mentali in data 01/12/ 1967 presso l'Università degli Studi di Palermo.
Dal 1°/02/1977, in seguito a pubblico concorso, nominato Aiuto nella Clinica
delle malattie nervose e mentali ed assegnato alla Clinica Neurologica
dell'Università di Catania.
Con decreto del Ministero P.I. del 30/03/1987, dichiarato idoneo a professore
associato gruppo 132 (Neurologia e Neurochirurgia) e con decreto Ministero P.I.
prot. 4388 nominato Professore associato di Riabilitazione neurologica.
Dall'8/03/1988 Primario di ruolo della Divisione di Neurologia dell'Ospedale
"Garibaldi" di Catania.
Dall'anno accademico 1980-81 e fino l’anno accademico 1984/85 incaricato
dell'insegnamento di Semeiotica neurologica (2° anno) nella Scuola di
specializzazione in Neurologia dell’Università di Catania.
Dall’anno accademico 1996-97 all’A.A. 1998-99 docente di Neurologia nel Corso di
Laurea breve in Logopedia dell’Università di Catania.
Negli A.A. 1997-98 e 1998-99 docente di Neurofisiopatologia al 1° anno della
Scuola di specializzazione in Neurochirurgia dell’Università di Catania e negli
anni 1999-2000 e nell’anno in corso docente di Semeiotica Neurologica della
stessa Scuola.
Stage di studio nella Clinica delle malattie nervose e mentali dell'Università
di Genova (1966), nell'Istituto di ricerche farmacologiche "Mario Negri di
Milano (1968) e nella Clinica neurologica dell’Università di Basilea (1980).
Socio della Società Italiana di Neurologia, delle sezioni di Neuropatologia e di
Neuroepidemiologia, della Lega Italiana contro il Parkinson e le malattie
extrapiramidali.
Socio della Società Neurologi Neurochirurghi e Neuroradiologi Ospedalieri dal
1997,
Dal 4/4/1997 al 2003 Coordinatore Regionale per la Sicilia della Società dei
Neurologi, Neurochirurghi e Neuroradiologi Ospedalieri.
Socio dell'Accademia Tiberina in qualità di accademico associato con
provvedimento n. 6/680 S.V. 25/5/85.
Autore di un centinaio di pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali.
DOTT.SSA ANGELA GRITTI
Nata a Milano il 25/01/1966, laureata in Scienze Biologiche presso l'Universita'
degli Studi di Milano nel 1990, specializzata in Tossicologia presso l'Universita'
di Milano, Facolta' di Farmacia nel 1997.
Posizione attuale (dal 2001): Ricercatore, presso l'Istituto di Ricerca per le
Cellule Staminali (SCRI), DIBIT, Ospedale S. Raffele, Milano.
Esperienze professionali: 1992-1997 Borsista presso il Lab. di Neurofarmaclogia
dell'Istituto Nazionale Neurologico C.Besta, Milano. 1993. Post-dottorato presso
l’Universita’ di Calgary, Alberta, Canada, Facolta’ di Medicina. 1997-1999:
Dirigente biologo incaricato di I livello presso il Lab. di Neurofarmaclogia
dell'Istituto Nazionale Neurologico C.Besta, Milano. 1999-2000: Consulente
presso l'Istituto di Tecnologie Biomediche Avanzate -C.N.R. Milano. 2001-2003
Professore a contratto di BIOLOGIA presso l’Univ. Di Milano Bicocca, Facolta’ di
Scienze Biologiche e Facolta’ di Psicologia.
Area di ricerca: studio dei meccanismi epigenetici e genetici che regolano le
proliferazione e il differenziamento di cellule staminali neurali murine
(adulte) e umane (dal SNC in via di sviluppo); terapia cellulare con cellule
staminali neurali in modelli sperimentali animali di malattie neurodegenerative.
Produzione scientifica .
Pluchino S, Quattrini A, Brambilla E, Gritti A, Salani G, Dina G, Galli R, Del
Carro U, Amadio S, Bergami A, Furlan R, Comi G, Vescovi AL, and Martino G
(2003). Injection of adult neurospheres induces recovery in a chronic model of
multiple sclerosis. Nature 422(6933):688-94.
Vescovi AL, Galli R, Gritti A. Clonal analyses and cryopreservation of neural
stem cell cultures. Methods Mol Biol. 2002;198:115-23.
Galli R, Fiocco R, De Filippis L, Muzio L, Gritti A, Mercurio S, Broccoli V,
Pellegrini M, Mallamaci A, Vescovi AL. Emx2 regulates the proliferation of stem
cells of the adult mammalian central nervous system. Development. 2002;
129(7):1633-44.
Gritti A, Bonfanti L, Doetsch F, Caille I, Alvarez-Buylla A, Lim DA, Galli R,
Verdugo JM, Herrera DG, Vescovi AL. Multipotent neural stem cells reside into
the rostral extension and olfactory bulb of adult rodents. J Neurosci. 2002;
22(2):437-45.
Gritti A, Vescovi AL, Galli R. Adult neural stem cells: plasticity and
developmental potential. J Physiol Paris. 2002; 96(1-2):81-90. Review.
Gritti A., Galli R., Vescovi A. L. Cultures of stem cells of the CNS. In:
Protocols for neural cell culture. Edited by S. Fedoroff, Humana Press, Totowa,
NJ (2000).
Galli R, Pagano SF, Gritti A, Vescovi AL.Regulation of neuronal differentiation
in human CNS stem cell progeny by leukemia inhibitory factor. Dev Neurosci.
2000;22(1-2):86-95.
Vescovi AL, Gritti A, Galli R, Parati EA. Isolation and intracerebral grafting
of non transformed multipotential embryonic human CNS stem cells. J Neurotrauma.
1999;16(8):689-93.
Gritti A, Frolichsthal-Schoeller P, Galli R, Parati EA, Cova L, Pagano SF,
Bjornson CR, Vescovi AL. Epidermal and fibroblast growth factors behave as
mitogenic regulators for a single multipotent stem cell-like population from the
subventricular region of the adult mouse forebrain. J Neurosci.
1999;19(9):3287-97.
Titolo relazione: Cellule staminali neurali plasticità e potenziale rigenerativo
ABSTRACT
I recenti progressi circa le colture di cellule staminali hanno permesso di
potere rimpiazzare una varietà di cellule appartenenti ai diversi tessuti. Nel
passato le malattie neurologiche degenerative erano considerate incurabili
poiché, per definizione, i neuroni non erano considerati capaci di replicarsi
nell’età adulta. Oggi questa nozione è stata messa in dubbio in quanto esistono
evidenze sperimentali che, in realtà il cervello è in grado di rigenerare i
neuroni durante l’età adulta. Basandosi su questi nuovi dati, i ricercatori
hanno dimostrato che le cellule staminali possono differenziarsi in senso
neurale e possono, dopo trapianto, rimpiazzare le cellule nervose perse e
recuperare la funzione. Questi risultati sono molto promettenti e di buon
auspicio per una prossima applicazione nella clinica.
DOTT. LUIGI MANFRE’
Nato a Catania, il 31 Marzo 1965. La sua attività scientifica si e' indirizzata,
a partire dal VI anno del corso di Laurea, all' approfondimento delle tematiche
di Imaging per Tomografia Computerizzata, Risonanza Magnetica ed Angiografia
Digitale, e di Neuroradiologia Interventiva Vascolare e Spinale con esclusivo
riferimento al campo della Neuroradiologia e della Radiologia di Capo-Collo.
Ha trascorso periodi di aggiornamento professionale in Italia ed all’ estero,
(Ancona, Milano, Toronto, Strasburgo, Parigi, Leiden)
E’ membro delle seguenti Società ed Associazioni scientifiche:
Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM), a partire dal 1991.
Associazione Italiana di Neuroradiologia (AIN), dal 1991.
European Society of Neuroradiology (ESNR), dal 1992.
European Society of Radiology (ESR) dal 1995.
American Society of Spine Radiology (ASSR) dal 2003.
In data 01.06.1993 ha conseguito il diploma dell' European Course in
Neuroradiology.
Ha conseguito 14 premi per meriti scientifici. Ha partecipato in qualità di
Relatore su invito a 88 Corsi e Congressi Internazionali e Nazionali. Ha preso
parte ai lavori congressuali di 167 Corsi e Congressi Internazionali e
Nazionali. E’ autore di 185 pubblicazioni, 34 delle quali citate su Medline. E’
stato insignito del premio “Magna Cum Laude” durante il congresso svoltosi ad
Atlanta, Aprile 2000, della American Society of Neuroradiology. Ha curato in
qualità di “editor” la stesura dei volumi monografici della Rivista Italiana di
Neuroradiologia n. 10: 4 Agosto 1997 e n. 15:4 dell’ agosto 2002.
E’ consigliere della sezione Capo-Collo della Società Italiana di Radiologia
Medica – SIRM dall’ anno 2000. Dal mese di Novembre 2002 è Consigliere nel
Consiglio Direttivo dell’ Associazione Italiana di Neuroradiologia (AINR).
Titolo relazione: Possibilità di diagnosi differenziale nelle demenze con
neuroimaging (seconda parte)
ABSTRACT
Le moderne tecniche di imaging computerizzate forniscono l’eccellente
opportunità di esaminare in vivo lo spettro e l’estensione dei cambiamenti della
morfologia cerebrale che avvengono nell’invecchiamento fisiologico. Questo tipo
di informazioni sono necessarie per la comprensione dell’invecchiamento
cerebrale patologico dell’individuo anziano. In letteratura esiste un
sostanziale accordo sul fatto che l’invecchiamento è associato a: 1) aumenti non
lineari nel volume del terzo ventricolo; 2) aumento del volume del solco LCS; 3)
diminuzione del volume cerebrale, soprattutto nei lobi frontali e nelle
strutture della materia grigia corticale e sottocorticale; 4) aumento della
variabilità nelle misurazioni delle dimensioni cerebrali; 5) aumento della
frequenza e della gravità dell’iperintensità sottocorticale all’imaging di RM.
Gli effetti dell’età sui due emisferi sono simili in molte strutture. Possono
esserci differenze di genere negli effetti dell’età sulla morfologia cerebrale
in alcune aree o strutture (ad esempio nel volume del solco LCS e probabilmente
nelle regioni fronto-temporali) e, nella maggior parte dei casi, tali
modificazioni sono maggiori negli uomini piuttosto che nelle donne. Sono
necessari ulteriori studi per caratterizzare con maggiore precisione gli effetti
dell’invecchiamento normale rispetto a quello patologico, sul cervello in
generale e su strutture cerebrali specifiche, oltre che la relazione tra tali
cambiamenti correlati all’età ed il funzionamento cognitivo della popolazione
anziana.
DOTT.SSA GABRIELLA MARCON
C.V.: GABRIELLA MARCON, MD, PhD
Laurea in Medicina e Chirurgia (1983); Specializzazione in Neurologia (1987)
Dottorato di Ricerca in Scienze Neurologiche (1995)
Ha frequentato il laboratorio di Neuropatologia della Clinica Neurologica
dell’Università di Verona (Prof. Nicolò Rizzato) occupandosi di patologie del
nervo periferico e conseguendo il dottorato di ricerca in Scienze Neurologiche.
Nel 1994-1995 ha svolto attività di ricerca neuropatologica presso il
laboratorio di Neuropatologia (Prof. O. Bugiani) dell’Istituto C.Besta di
Milano, dove si è occupata degli effetti ,in vitro, di peptidi sintetici
analoghi a frammenti del Precursore della b-Amiloide (bPP). Dal 1995 è
ricercatrice presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Udine. Nel 2002 ha
svolto attività di ricerca sull’ “Unfolding Protein Response e bPP” nella
Malattia di Alzheimer presso il “Laboratorio di Trasporto e Secrezione delle
Proteine” (Prof. R. Sitia) dell’Università Vita-Salute del S.Raffaele.
Attualmente svolge attività di ricerca presso la Divisione di Neuropatologia (
Dr. F. Tagliavini) dell’ Istituto “C.Besta” di Milano, dove si occupa di
patologie neurodegenerative dementigene.
Ha identificato la prima famiglia italiana affetta da Alzheimer Familiare con
mutazione nel gene della presenilina 2 (PSEN2 Met239Val) in collaborazione con
il Prof. Peter St.Gorge-Hyslop (Toronto).
Nel 1997/98 ha collaborato con la Prof. Anna Clark (Diabetic Institute Res. –
Reddcliff Inst. Oxford) per lo studio della localizzazione della presenilina 2
nelle b cellule nelle isole pancreatiche umane e nei roditori.
Ha pubblicato su riviste nazionali e internazionali, monografie e capitoli di
libri.
Alcune pubblicazioni riguardanti le demenze degenerative
(1) Sherrington R, Froelich S, Sorbi S, Marcon G, Nacmias B, Amaducci L,
Frebourg T, Lannfelt L, Rommens JM, St George-Hyslop PH et al. Alzheimer's
disease associated with mutations in presenilin 2 is rare and variably penetrant.
Hum Mol Genet. 1996 Jul;5(7):985-8.
(2) Jaikaran ET, Marcon G, Levesque L, George-Hyslop PS, Fraser PE, Clark A.
Localisation of presenilin 2 in human and rodent pancreatic islet beta-cells:
Met239Val presenilin 2 variant is not associated with diabetes in man. J Cell
Sci. 1999 Jul;112 ( Pt 13):2137-44.
(3) Marcon G, Giaccone G, Canciani B, Cajola L, Rossi G, De Gioia L, Salmona M,
Bugiani O, Tagliavini F. A betaPP peptide carboxyl-terminal to Abeta is
neurotoxic. Am J Pathol. 1999 Apr;154(4):1001-7.
(4) Ballerini C, Nacmias B, Rombola G, Marcon G, Massacesi L, Sorbi S. HLA A2
allele is associated with age at onset of Alzheimer's disease. Ann Neurol. 1999
Mar;45(3):397-400.
(5) Pastorino L, Colciaghi F, Marcon G, Borroni B, Cottini E, Cattabeni F,
Padovani A, Di Luca M. Presenilin 2 mutation does not influence expression and
concentration of APP forms in human platelets. Mol Med. 2000 Oct;6(10):816-24.
(6) Balestrieri M, Nacmias B, Sorbi S, Marcon G. Are premorbid personality
traits linked to the risk of Alzheimer's Disease? A case series of subjects with
familial mutation. Psychother Psychosom. 2000 Nov-Dec;69(6):335-8.
(7) Nacmias B, Tedde A, Forleo P, Piacentini S, Guarnieri BM, Bartoli A, Ortenzi
L, Petruzzi C, Serio A, Marcon G, Sorbi S. Association between 5-HT(2A) receptor
polymorphism and psychotic symptoms in Alzheimer's disease. Biol Psychiatry.
2001 Sep 15;50(6):472-5.
(8) Confaloni AM, Terreni L, Sala Frigerio C, Blotta M, Di Natale M, Maletta R,
Marcon G, Bruni AC, Forloni G, Cantafora A. Nicastrin gene in familial and
sporadic Alzheimer’s disease.( Neurosci Lett, 2003 Dec 15;353(1):61-5)
(9) Marcon G,Giaccone G,Bergonzi P, Balestrieri M,Beltrami C.A., Finato N,Sorbi
S, Nacmias B, Tagliavini F, Bugiani O. Clinical and neuropathological phenotype
of a large Italian Pedigree with Presenilin2 mutation (Met239Val)
(Journal of Neuropathol Exper Neurol, 2004 in press)
Titolo relazione: Aspetti Neuropatologici della Malattia di Alzheimer e della
Demenza Frontotemporale: un aggiornamento
ABSTRACT
La Malattia di Alzheimer è la più frequente forma di demenza ed è diventata
modello di studio anche per le altre demenze degenerative come la demenza
fronto-temporale. Lo studio neuropatologico e neurobiologico delle lesioni nella
Malattia di Alzheimer ha permesso la identificazione di un gruppo di patologie
nell’ambito della demenza fronto-temporale definite come tauopatie.
DOTT. ROBERTO MARZIOLO
Nato a Enna il 18/6/62, residente a Catania in Via Etnea 208, laureato in
Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania in data 1/7/87 con votazione
di 110/110 e lode e la proposta al premio Barbagallo – Sangiorgi. Ha svolto le
funzioni di medico interno con compiti assistenziali presso l’Istituto di
Clinica Neurologica dal 7/7/87 al 17/2/88. Si è occupato sotto diversi aspetti
di epilessia, di Eeg sia standard che computerizzato e valutazione su mapping
oltre che di potenziali evocati che lo hanno portato, assieme ai colleghi di
lavoro, a pubblicare diversi lavori in campo epilettologico. In data 24/7/91 ha
conseguito la specializzazione in Neurologia discutendo la tesi: “ Patterns
EEgrafici nello studio delle epilessie miocloniche familiari “ riportando la
votazione di 50/50. Ha inoltre svolto tirocinio teorico-pratico presso il
Consorzio Siciliano di Riabilitazione venendo a contatto con tutte le
problematiche relative alla disabilità ed all’handicap neuromotorio dell’età
evolutiva e dell’età adulta ottenendo l’assunzione e prestando servizio dal
16/11/92 al 30/7/94. Dal 1/8/94 è stato assunto, in qualità di Dirigente
Sanitario di 1° livello di ruolo presso l’Azienda Unità Sanitaria Locale n°4 di
Enna ed è stato consulente presso l’Unità Multidisciplinare della stessa Azienda
fino al 15/6/98. Dal 16/6/98 ha prestato servizio con incarico ottomestrale
presso l’Azienda Ospedaliera S.Elia di Caltanissetta in qualità di dirigente
medico di 1° livello presso l’Unità Operativa di Neurologia. Dopo l’espletamento
di regolare concorso, è risultato vincitore ed ho prestato servizio dal 1/10/99
al 31/12/2001. In atto, con decorrenza 1/1/2002, presta servizio presso l’Unità
Operativa di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera “Cannizzaro “ di Catania
PROF. GIANFRANCO MEGNA
Nato a Catania il 18/10/1940.
Laureato in Medicina e Chirurgia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di
Napoli nel Luglio 1968.
Specializzato in Malattie Nervose e Mentali presso la Facoltà di Medicina e
Chirurgia di Siena nel giugno 1972.
Specializzato in Fisioterapia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Siena
nel giugno 1972.
Specializzato in Neuropsichiatria Infantile presso la Facoltà di Medicina e
Chirurgia di Palermo nel dicembre 1978.
Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitazione dal 1986 presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia di Bari.
Insegna inoltre presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Foggia
“Riabilitazione Neurologica” nonché “Medicina Fisica e Riabilitazione” nel Corso
di Laurea in Scienze Motorie.
Direttore della Scuola Diretta a Fini Speciali per Terapisti della
Riabilitazione, dal Novembre 1982 e dal 1990 fino ad oggi del Corso di Diploma
Universitario per Terapisti della Riabilitazione presso la Facoltà di Medicina e
Chirurgia di Bari.
Coordinatore Regionale per Bari e Sedi Decentrate del Corso di D.U. in
Fisioterapista in atto in trasformazione quale Corso di Laurea in
Fisioterapista.
Nel 1993 ha conseguito “European Board of Physical Medicine and Rehabilitation”.
Dal 1990 ricopre la funzione di Primario del Servizio Autonomo di Medicina
Fisica e Riabilitazione dell’Ospedale Consorziale Policlinico di Bari.
Dal 1999 è Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Sportiva
dell’Università di Bari.
Membro dell’American Board of Physical Medicine and Rehabilitation.
Membro dell’Acadèmie Europèen de Medicine et Rèadaptation.
Membro della Società Italiana di Biologia Sperimentale.
Membro della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione di cui è stato
Presidente dal 1987 al 1990.
Membro della Società Italiana di Neurologia.
Socio Fondatore della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica di cui è
Vice-Presidente e futuro Presidente.
E’ autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche e di 4 libri.
Titolo relazione: Problematiche dell’età involutiva: possibilità recuperative
ABSTRACT
La malattia di Alzheimer è la causa più frequente di demenza nella popolazione
anziana. Esistono tuttavia numerose altre forme di demenza su base
neurodegenerativa che vedono primariamente coinvolte aree corticali e
sottocorticali che nell’Alzheimer sono interessate più tardivamente, se non
addirittura risparmiate. Ciò determina una diversa espressività sintomatologia
ed un diverso decorso clinico che in alcuni casi si concretizza anche in una
prognosi peggiore. A differenza della demenza di Alzheimer, la maggior parte
delle altre forme neurodegenerative è caratterizzata dalla presenza di segni e
sintomi di tipo extrapiramidale con predominanza di sintomatologia
sottocorticale (rallentamento ideomotorio, apatia, ridotte capacità attentive).
PROF. CORRADO MESSINA
Nato a Messina, 26 marzo 1939
1957 Maturità classica
1963 Laurea in Medicina e Chirurgia (110/110 e lode) Università di Messina
1966 Specializzazione in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali (70/70 e lode)
Università di Napoli
1968 Specializzazione in Anestesiologia (50/50 e lode) Università di Catania
1963-1965 Assistente volontario, Clinica delle Malattie Nervose e Mentali,
Università di Messina
1965-1980 Assistente ordinario, Clinica delle Malattie Nervose e Mentali (poi
Clinica Neurologica), Università di Messina
dal 1980 Professore Ordinario di Neurologia, Direttore della Clinica Neurologica
2, Università di Messina
1993-1996 Direttore dell'Istituto di Scienze Neurologiche e Neurochirurgiche,
Università di Messina
Dal 1996 Direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e
Riabilitazione Università di Messina
Neurologia, Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia
Incarichi nelle Scuole di Specializzazione:
Clinica Neurologica (4° anno),Scuola di Specializzazione in Neurologia
Clinica Neurologica (3° anno) Scuola di Specializzazione in Neurofisiopatologia
Neurofisiologia Clinica. Scuola di Specializzazione in Neurochirurgia
Neurologia Generale, Scuola di Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile
Malattie del Sistema Nervoso – Scuola di Specializzazione in Medicina Interna.
Nel 1993-1996 è stato Presidente della Società Italiana di Neurofisiologia
Clinica
Dal 2003 Presidente della Società Italiana di Neurologia
DOTT. GIUSEPPE NASTASI
Nato a Caltagirone di Sicilia (CT) il 12/09/1940
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Palermo il
4/12/1964
Specialista in Malattie Nervose e Mentali
Specialista in Neurochirurgia
Già Primario Servizio Autonomo in Neurofisiopatologia presso l’Ospedale Regina
Margherita di Messina.
In atto Direttore U.O. di Neurologia presso l’Azienda Ospedaliera “Papardo” di
Messina
Autore di 30 pubblicazioni e di 1 Monografia su “L’ulcera acuta neurogena”
In atto “Coordinatore Regionale” per la Sicilia della Società dei Neurologi
neurochirurghi e Neuroradiologi Ospedalieri
DOTT. ERALDO NATALE’
Nato a Spilimbergo (PN) il 29.03.42.
Laureato in Medicina nel 1966 all’Università di Palermo e specializzato in
Clinica delle Malattie Nervose e Mentali nel 1969.
Dal 1966 al 1970 è stato prima Assistente Straordinario poi Ordinario presso
L’Istituto di Fisiologia dell’Università di Palermo.
Dal 1970 ad oggi prima Assistente, poi Aiuto, in atto (dal 1993)
Primario/Direttore dell’U.O. di Neurologia dell’Ospedale Civico di Palermo.
Negli anni 1986-87 è stato primario della Neurologia dell’Ospedale di Milazzo.
Ha insegnato presso la scuola di Specializzazione di NPI, presso la Scuola per
Fisioterapisti della Riabilitazione, presso la Scuola per Tecnici di
Neurofisiopatologia e presso la Scuola di Formazione Infermieristica dell’ARNAS
di Palermo. Ha effettuato stages in Inghilterra presso il Regional Neurologic
Centre di Newcastle upon Tyne e presso l’Institute for Nervous Disease Queen
Square of London, e presso la Stroke Unit di Detroit (USA). E’ autore di oltre
60 pubblicazioni presso riviste italiane e straniere e di 4 traduzioni i
trattati di neurologia dall’inglese.
Titolo relazione: Aspetti clinici delle demenze non Alzheimer
ABSTRACT
La malattia di Alzheimer è la causa più frequente di demenza nella popolazione
anziana. Esistono tuttavia numerose altre forme di demenza su base
neurodegenerativa che vedono primariamente coinvolte aree corticali e
sottocorticali che nell’Alzheimer sono interessate più tardivamente, se non
addirittura risparmiate. Ciò determina una diversa espressività sintomatologia
ed un diverso decorso clinico che in alcuni casi si concretizza anche in una
prognosi peggiore. A differenza della demenza di Alzheimer, la maggior parte
delle altre forme neurodegenerative è caratterizzata dalla presenza di segni e
sintomi di tipo extrapiramidale con predominanza di sintomatologia
sottocorticale (rallentamento ideomotorio, apatia, ridotte capacità attentive).
DOTT. GIUSEPPE NERI
Direttore Unità Operativa Complessa di Neurologia presso il Dipartimento di
Neuroscienze della Azienda Ospedaliera S. Maria di TERNI ; Segretario Nazionale
della S.N.O. , Società dei Neurologi, Neurochirurghi e Neuroradiologi
Ospedalieri ; Responsabile U.O. Raccolta e Diffusione Informazione Progetto
Strategico CNR - U.E. su: “ B.S.E. ed Encefalopatie Umane da Prioni” ; Direttore
per il controllo editoriale della “ Rivista di Neurobiologia “ organo ufficiale
della S.N.O. ; Co-Coordinatore del Gruppo Intersocietario SIN-SNO “Linee-Guida e
Standard di Qualità in Neurologia “ ; Coordinatore Ufficio Qualità della Azienda
Ospedaliera Santa Maria di Terni. Docente Corso di Laurea in Scienze
Infermieristiche Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, sede Az. Osp. San
Filippo Neri.
Titolo relazione: Le demenze trasmissibili da prioni
ABSTRACT
I prioni (proteinaceous infectious particles)1 sono piccole particelle
proteinacee infettanti capaci di causare diverse malattie degenerative del
sistema nervoso centrale. Si tratta di malattie che colpiscono il sistema
nervoso centrale. Possono essere sporadiche (spontanee), familiari (ereditarie)
o trasmesse per contagio. Il contrassegno di queste malattie è la presenza di
microscopici vacuoli nel tessuto cerebrale (degenerazione spongiforme) associata
a perdita di neuroni, astrocitosi e placche amiloidi, costituite principalmente
da PrPres.
Molte forma genetiche di encefalopatia da prioni si manifestano sotto forma di
demenza (ad esempio le mutazioni 180 Ala e l’inserzione di sequenze),
Il gene PRNP può presentare mutazioni puntiformi, inserzioni di sequenze
ripetitive e, molto raramente, delezioni. Risale al 1989 la scoperta della prima
mutazione collegata a una encefalopatia spongiforme ereditata come carattere
autosomico dominante: la malattia di Gerstmann-Sträussler-Scheinker (GSS)3.
Successivamente numerose altre mutazioni furono descritte e associate a vari
fenotipi di encefalopatia spongiforme ereditaria.
PROF. FRANCESCO NICOLETTI
Nato a Palermo il 12-11-1932
Professore Ordinario di Clinica Neurologica dal 1976 e già Straordinario di
Clinica delle Malattie Nervose e Mentali. E’ Direttore della Scuola di
Specializzazione in Neurologia e Condirettore della Scuola di Specializzazione
in Medicina Fisica e Riabilitazione e dei Corsi a fini Speciali per Terapisti
della Riabilitazione.
In atto Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Catania.
La sua attività di studioso e di ricercatore, che principalmente riguarda
importanti argomenti di neurofisiologia clinica, neuropsicofarmacologia,
psichiatria biologica e neuroriaqbilitazione, si è particolarmente svolta in
ambito universitario, ove non gli sono mancati attestati di apprezzamento e di
stima da parte di illustri colleghi, specie nelle collaborazioni con istituti di
Università straniere, tra i quali fa spicco il Dipartimento di Neurofarmacologia
di Washington.
Il Prof. Nicoletti ha svolto un’intensa attività scientifica ed ha al suo attivo
oltre 200 pubblicazioni tra cui alcune monografie e molti capitoli dei più
moderni trattati di neurologia. E’ stato Vice presidente della Società italiana
di neurologia e Presidente della sezione regionale della società italiana di
neurologia, membro del comitato tecnico scientifico dell’AIAS nazionale e
supervisore scientifico dei più accreditati centri di riabilitazione
neuropscomotori. Molteplici sono i congressi da lui organizzati e presieduto per
il recupero dei cerebromotulesi e degli handicap neuropsicomotori. N questi
ultimi anni ha approfondito studi e ricerche sull’invecchiamento cerebrale e i
suoi originali contributi sono stati presentati in meeting nazionali ed
internazionali. Nell’ambito dell’Istituto di Scienze Neurologiche ha promosso e
realizzato in Centro di Studi epidemiologici ed immunologici sulla sclerosi
multipla, un centro per la lotta contro il Morbo di Parkinson e le malattie
extrapiramidali e un centro per la lotta contro l’epilessia.
Ha ancora promosso e realizzato un Servizio di Neuroriabilitazione che dispone
di una attrezzata palestra nella quale opera un personale tecnico di alta
qualificazione.
PROF. FLAVIO NOBILI
Nato a Genova il 16/05/1956. Laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di
Genova il 9/7/1981 con p.ti 110/110 e lode.
Specializzazioni post-laurea: . Ematologia Generale (clinica e laboratorio)
(Università di Genova) Medicina Interna
Neurofisiopatologia
Medicina Nucleare (spec.ndo III Anno nel 2002-2003)
Curriculum didattico: Professore a contratto presso l’Università di Genova per i
seguenti insegnamenti ed Anni Accademici:
1. Anni Accademici dal 1988-89 al 1997-98: Scuola diretta a fini speciali per
tecnici di Neurofisiopatologia.
2. Anni Accademici dal 1992-93 al 1997-98: Scuola di Specializzazione in
Neurofisiopatologia;
3. Anno Accademico 1999-2000: corso di “Formazione Avanzata in terapia manuale
degli arti inferiori, del bacino e del rachide lombare”.
4. Anni Accademici 1999-2000 a tutt’oggi: Scuola di Specializzazione in
Geriatria e Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale e dei Trapianti
d’Organo. Insegnamento: Neurologia.
Curriculum scientifico: Incarico di Ricerca presso il Centro Studi per la
Neurofisiologia Cerebrale del CNR di Genova dal 1989 al 1998; autore di 60
pubblicazioni scientifiche in extenso su riviste ISI con Impact Factor;membro
della Società Italiana di Neurofisiologia Clinica e della
Associazione Italiana di Medicina Nulceare;referee per la rivista Clinical
Neurophysiology;visitor scientist per 2 mesi nel 2002 presso il Dip. di Medicina
Nucleare dell’Università di Nizza Sophia Antipolis (prof. J. Darcourt)
Curriculum assistenziale: Assistente Medico nell’Area funzionale di Medicina
all’Ospedale di Pinerolo (TO) nel 1985 – 1986. Dirigente Medico di I Livello
(Neurologo) presso l’ Osp. S. Martino di Genova, assegnato prima al servizio di
Neurofisiopatologia dell’Università, quindi dal 1994 a tutt’oggi Servizio di
Neurofisiologia Clinica dell’Università, dove è titolare di modulo gestionale B3
(poi denominato C1): “Diagnostica non invasiva del circolo cerebrale”.
Dal 1995 a tutt’oggi ha partecipato a numerose ricerche Nazionali ed
Internazionali (Principale Ricercatore Prof. Guido Rodriguez) finanziate con
fondi di:
-Unione Europea
-Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica
-Regione Liguria
-Industrie Farmaceutiche.
Titolo relazione:
Applicazioni cliniche della SPECT cerebrale nelle demenze e disordini correlate
ABSTRACT
I dati della letteratura sono concordi nell’indicare che la AD presenta alla
SPECT un quadro caratterizzato da riduzione bilaterale del flusso ematico a
livello delle regioni temporo-parieto-occipitali con caratteristico risparmio
delle aree sensitivo-motorie, sensoriali, della corteccia visiva primaria, del
ponte e, probabilmente, del cervelletto, almeno nelle fasi iniziali della
malattia. Molto più controverse sono le alterazioni di flusso descritte nella AD
con deliri anche se studi molto recenti sembrano concordare nel descrivere un
interessamento più esteso delle alterazioni di flusso con coinvolgimento delle
regioni corticali frontali e sottocorticali.
DOTT.SSA MARIA GIOVANNA PENNISI
Nata il 28-01-1956
Laurea il 3-7-80, conseguita con il massimo punteggio – peraltro accompagnato
dalla proposta per il premio “Barbagallo Sangiorgi” - la Laurea in Medicina e
Chirurgia, discutendo una tesi dal titolo “L’organizzazione figura-sfondo in
soggetti in età evolutiva normali e con difficoltà dell’apprendimento”.
Ottenuta, parimenti con il massimo punteggio, la Specializzazione in Neurologia,
quale medico interno con compiti assistenziali si è dedicata, presso l’Istituto
di Neurologia dell’Università di Catania, all’approfondimento di numerose
tematiche, particolarmente di Elettroencefalografia clinica; siffatta opera si è
tradotta anche nella pubblicazione di lavori scientifici a carattere
eminentemente sperimentale. Prima di coseguire la suddetta specializzazione ha
praticato tirocinio ospedaliero semestrale presso la Divisione di Neurologia
dell’Ospedale “Garibaldi” di Catania; Ha altresì frequentato, sempre per ragioni
connesse alla ricerca scientifica, il Servizio di Neurofisiologia della
Divisione Neurologica dell’Ospedale “San Gerardo di Monza”. Dall’82 all’ ’88 è
stata titolare del Servizio di Guardia medica della U.S.L. 39; ha prestato
servizio presso la Divisione di Psichiatria del citato Ospedale “Garibaldi” in
qualità di Assistente incaricato dal 10-11-88 al 9-7-89; ha, fra l’altro,
erogato prestazioni sanitarie per conto delle U.S.L. quale specialista
ambulatoriale di Neurologia in sostituzione di medici titolari assenti. Ha
conseguito anche la specializzazione di Geriatria e Gerontologia presso
l’Università di Catania. Dal 23-1-90 (ha seguito di vincita di pubblico
concorso) e fino al 30-11-90 ha, inoltre, prestato servizio presso la Divisione
di Psichiatria dell’Ospedale “Cannizzaro” in qualità di assistente medico di
psichiatria a tempo pieno. Successivamente, avendo vinto pubblico concorso, è
stata nominata (delibera del 31-8-90) Coadiutore sanitario neurologo presso la
USL 39 a decorrere dall’ 1-12-90. Nel 1995 ha ottenuto la mobilità per l’Azienda
Ospedaliera “Cannizzaro” dove ha iniziato a prestare servizio presso la
Divisione di Neurochirurgia e, successivamente, presso l’U.O. di Neurologia. Dal
1995 ad oggi svolge l’attività di neurologo presso l’Azienda Ospedaliera “Cannizzaro”,
occupandosi particolarmente di elettroencefalografia e potenziali evocati;
inoltre, nel 1998 è stata nominata nella Commisione per l’accertamento della
morte cerebrale presso la suddetta Azienda Ospedaliera.
PROF. GIOVANNI PENNISI
Nato ad Aci Catena (CT)n il 5-10-1950
Il Professore Giovanni Pennisi è Associato di Neurologia presso la Facoltà di
Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Catania. E’ responsabile del
“Centro per la Prevenzione, Diagnosi e Terapia delle Malattie Cerebrovascolari”
dell’Azienda Policlinico dell’Università di Catania.
Ha svolto stages presso la Clinica Neurologica dell’Università degli Studi di
Torino, dove ha acquisito tecniche di neuropatologia, e presso la Clinica
Neurologica dell’Università di Liegi, dove ha studiato l’applicazione in
riabilitazione neurologica di metodiche neurofisiologiche non invasive.
E’ impegnato in attività di promozione didattica sulla prevenzione primaria,
secondaria e la gestione della fase acuta dello stroke. Campi di ricerca sono:
valutazione dei fattori prognostici precoci, mediante tecniche neurofisiologiche,
nei processi di recupero motorio dopo stroke; contributo dell’emisfero sano nel
recupero motorio della mano dopo stroke ischemico; rappresentazione delle zone
motrici corticali nelle patologie neurologiche per mezzo della stimolazione
magnetica transcranica; modificazioni dell’eccitabilità corticale nella malattia
di Alzheimer e nella demenza vascolare. E’ autore di capitoli su trattati
nazionali ed internazionali e di oltre 100 pubblicazioni.
Titolo relazione: Demenze associate a disturbi del movimento
ABSTRACT
In questa relazione vengono delineati gli aspetti anatomo-clinici di alcune
patologie dementigene considerate rare, ma in realtà non inusuali per lo
specialista neurologo, come la degenerazione cortico-basale, la paralisi
sopranucleare progressiva, la demenza a corpi di Lewy.
Si descrivono, inoltre, i segni e i sintomi motori associati alle demenze in
situazioni quali la malattia di Parkinson con demenza, la malattia di Alzheimer
con sintomi extrapiramidali, la malattia di Pick, la malattia da Prioni, demenza
e sclerosi laterale amiotrofica.
Ciò al fine di un orientamento verso una chiarificazione diagnostico-nosografica
ed un'ipotesi di tipo clinico-terapeutica.
PROF. VINCENZO PERCIAVALLE
Vincenzo Perciavalle nato a Firenze il 19 agosto 1947; ha conseguito nel 1972 la
laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Catania con il massimo dei
voti e la lode. Ha successivamente conseguito, presso la stessa Università e
sempre con il massimo dei voti e la lode, la specializzazione in Neurologia.
Attualmente, nell'Università di Catania, è Professore ordinario di Fisiologia
umana presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, Coordinatore del Dottorato di
Ricerca in Scienze Motorie, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Motorie e
Componente del Consiglio di Amministrazione dell’Università.
Dall'A.A. 1991/92 è titolare della III Cattedra di Fisiologia umana presso la
Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Catania. Dall'A.A. 1976/77
insegna discipline fisiologiche presso Scuole di Specializzazione, Diplomi
Universitari, Scuole dirette a fini speciali e Corsi di Perfezionamento della
Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Catania.
Dall'A.A. 1979/80 all’A.A. 1999/2000, anno della sua disattivazione, ha
insegnato Fisiologia umana applicata all'Educazione Fisica presso la Sezione
I.S.E.F. di Catania. Dal 1988 è Visiting Full-Professor presso il Department of
Neuroscience della University of Minnesota (U.S.A.)
Egli è socio della Society for Neuroscience, della International Basal Ganglia
Society, della International Brain Research Organization, della European
Neuroscience Association, della Società Italiana di Fisiologia, della Società
Italiana di Biologia Sperimentale, Società Italiana di Neuroscienze e della
Società Italiana di Ergonomia. E' membro dell'Editorial Board di 4 Riviste
Internazionali.
Il Prof. Perciavalle è autore di oltre 150 lavori a stampa e dal 1973 partecipa
con comunicazioni a vari Congressi e Riunioni scientifiche nazionali ed
internazionali.
Titolo relazione: Neurofisiologia dell'invecchiamento cerebrale
ABSTRACT
L’invecchiamento dell’organismo vivente è una ncessità biologica in quanto
necessaria premessa della morte. Nascita, riproduzione e morte sono i tre
paramentri fondamentali che assicurano la continuità e la sopravvivenza della
specie, unici fini ultimi dell’evoluzione. Ogni essere vivente, fin dall’inizio
del suo sviluppo, porta dunque nel suo programma genetico individuale la
lunghezza predestinata della sua vita caratteristica della sua specie.
Nell’ambito della programmazione genetica caratteristica della specie vi è un
margine di variabilità individuale legato, sia alle caratteristiche genetiche
dei propri ascendenti che a fattori contingenti (abitudini di vita, malattie,
dieta…) che agiscono nel corso della vita dell’individuo. La fisiologia
dell’invecchiamento cerebrale è caratterizzata da 1) alterazioni neuronali, 2)
altrerazioni delle sinapsi, 3) alterazioni della glia, 4) alterazioni
metaboliche dei neuroni, 5) alterazioni dei neurotrasmettitori, 6) alterazioni
neuroendocrine. Da tutto ciò deriva una riduzione delle capacità cognitive e
prestazionali.
PROF. ALDO QUATTRONE
Nato a Reggio Calabria il 14/06/1947. Nel 1971, si è laureato in Medicina e
Chirurgia presso l’Università di Messina con 110/110 e lode e, nel 1975, ha
conseguito la Specializzazione in Neurologia presso l’Università di Bari con il
massimo dei voti e la lode. Nel 1972 è divenuto assistente presso la clinica
neurologica dell’Università di Messina e dal 1980 presso l’Università degli
Studi di Napoli. Nel 1983 è divenuto professore associato di Neurologia presso
la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Reggio
Calabria, sede distaccata di Catanzaro. Nel 1986 è risultato vincitore del
concorso nazionale per professore ordinario di Neurologia e dalla stessa epoca è
stato chiamato come professore di I fascia (ordinario) presso la Facoltà di
Medicina dell’Università di Reggio Calabria, oggi sede autonoma di Catanzaro.
Nel triennio 1986-1989 è stato Prorettore dell’Università di Reggio Calabria.
Dal 1987 è Direttore della Clinica Neurologica dell’Università e, dal 1988, è
Direttore della Scuola di Specializzazione in Neurologia. Nel 1996 è stato
nominato dal Consiglio di Amministrazione del CNR Direttore dell’Istituto di
Medicina Sperimentale e Biotecnologie di Piano Lago di Mangone (CS), carica che
ha ricoperta ininterrottamente fino al 28 febbraio 2002. Dal 1 marzo 2002, quale
vincitore di un concorso internazionale, è stato nominato Direttore
dell’Istituto di Scienze Neurologiche del CNR con sede principale in Piano Lago
di Mangone (ex Istituto di Medicina Sperimentale e Biotecnologie) e sedi
distaccate di Catanzaro e Catania. Dal febbraio di quest’anno è anche Direttore
della Scuola di Specializzazione in Medicina fisica e riabilitazione
dell’Università degli Studi di Catanzaro.
Il Prof. Aldo Quattrone si è interessato di Neurologia clinica e sperimentale.
E’ autore di oltre 350 comunicazioni a congressi e pubblicazioni su riviste e
volumi nazionali ed internazionali. Ha pubblicato sulle più importanti riviste
di Neurologia e Biomedicina del mondo (come Annals of Neurology, Neurology,
Brain, Archives of Neurology, Nature Genetics, Human Molecular Genetics) sulla
malattia di Parkinson, sulle neuropatie ereditarie, sulle cefalee,
sull’epilessia. Negli ultimi 5 anni (1998-2002), il Prof. Quattrone ha
pubblicato 59 lavori su riviste internazionali peer-reviewed con un Impact
Factor complessivo di 270,07. Più in particolare, il Prof. Quattrone:
ha scoperto una nuova modalità terapeutica per la cura della Malattia di
Parkinson (Neurology 43:1161-1166, 1993; Annals of Neurology 38:389-395, 1995;
Annals of Neurology 42:245-248, 1997; Neurology 3:557-560, 1999; Neurology
52:763-767, 1999; Neurology 53:1425-1430, 1999; Neurology 54:1910-1915, 2000);
ha descritto, per primo al mondo, una grave malattia familiare dei nervi
periferici tipica delle Regioni meridionali e, più in generale dell’Area
mediterranea (Neurology 46:1318-1324, 1996) e ha successivamente contribuito
all’identificazione del suo difetto genetico (Human Molecular Genetics
5:1051-1054, 1996; Brain 120:2113-2115, 1997; Neurology 50:799-801, 1998;
Genomics 63:271-278, 2000; Nature Genetics 25:17-19, 2000);
ha partecipato, insieme con altri colleghi italiani, all’identificazione del
gene mutato dell’epilessia frontale notturna autosomica dominante (Neurology
55:1467-1471,2000; Nature Genetics 26:275-276, 2000);
ha individuato un’importante causa di cefalea cronica quotidiana (Neurology
57:31-36, 2001, Neurology 59:963-964, 2002; Neurology 59:1641-1643, 2002), una
patologia che colpisce quasi il 5% della popolazione mondiale;
ha dato contributi scientifici originali rilevanti per la comprensione dei
meccanismi fisiopatologici di altre malattie neurologiche ereditarie e non.
Il Prof. Quattrone in questi anni ha coordinato o è stato Responsabile di
numerosi progetti scientifici di livello loco-regionale, nazionale ed
internazionale. Il Prof. Quattrone è titolare di 2 Brevetti industriali e di 1
Programma per elaboratore denominato “Movement time analyzer”. Tali Brevetti
sono stati ottenuti per la messa a punto di uno strumento fortemente innovativo
utile per la misurazione quantitativa della gravità della malattia di Parkinson
e la corretta programmazione della posologia dei farmaci antiparkinsoniani.
Titolo della relazione: Fattori di rischio genetici nella Malattia di Alzheimer
ABSTRACT
L’età cositutisce il fattore principale per la predisposizione alla Malattia di
Alzheimer. I fattori geneticamente determinati come i precedenti familiari di
demenza e di trisomia 21, l’omozigosi E4 E4 dell’apoE sono diventati fattori di
rischio accertati. La preponderanza femminile alla malattia è segnalata in molti
lavori, ma non in tutti, e probabilmente questa discrepanza riflette un bias di
reclutamento. Si ritrova la stessa discordanza per il ruolo dell’età della madre
alla nascita, i precedenti di trauma cranico, di patologia tiroidea,
disimmunitaria, virale o psichiatrica. Altri fattori di rischio, comparsi in
questi ultimi anni, devono essere ancora valutati, anche se contribuiscono a
rendere la malattia di Alzheimer apparentemente eterogenea: il livello di
istruzione e le condizioni socio-economiche, i fattori di rischio vascolari,
come l’ipertensione arteriosa e l’aterosclerosi, i fattori legati all’ambiente o
allo stile di vita come i precedenti di trauma cranico, gli eventuali effetti
protettivi del fumo e del vino, il ruolo di certe terapie assunte per lungo
periodo come gli antinfiammatori non steroidei (FANS) o gli estrogeni. Tutti
questi fattori sono suscettibili di essere influenzati da caratteri genetici,
non hanno probabilmente lo stesso significato, ma il loro polimorfismo apparente
offusca nettamente la visione di base della malattia.
Rapisarda_Giuseppe.jpg
DOTT. GIUSEPPE RAPISARDA
Nato ad Acireale (CT) il 24-05-63
Ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia il 25/10/1990, presso
l’Università degli Studi di Catania, con voti 110/110 e lode.
Ha conseguito l’Abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo
nella seconda sessione dell’anno 1990 presso l’Università Degli Studi di
Catania.
E’ iscritto all’albo dell’ordine dei Medici della Provincia di Catania dal
14/02/1991.
Ha conseguito la Specializzazione in Neurologia il 27/11/1996, presso
l’Università Degli Studi di Catania, con voti 50/50 e lode.
Ha frequentato per oltre un anno il Service Universitarie de Neurologie del CHR
de la Citadelle di Liegi ( Belgio).
Ha frequentato per un periodo più breve il servizio di Neurofisiopatologia
dell’Università di Pavia.
Ha svolto attività libero professionale di Neurologia e Neurofisiologia clinica;
inoltre, dal gennaio 1997 al dicembre 2001 è stato consulente presso il Centro
di Riabilitazione CE.S.A.R.D. “Villaggio Meditarraneo” di Nunziata di Mascali
(CT) e presso il Centro di Riabilitazione O.D.A. “Pecorino Paternò” di S. G. La
Punta (CT) dove ha svolto la funzione di vice Direttore Medico Responsabile.
Dal 1° gennaio 2002 presta servizio, in qualità di dirigente medico di I
livello, presso l’Unità Operativa di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera
“Cannizzaro”
E’ autore di circa 40 pubblicazioni scientifiche.
Titolo relazione: La stimolazione magnetica nella malattia di Alzheimer
ABSTRACT
La stimolazione magnetica transcranica (TMS) è una tecnica semplice, sicura, non
dolorosa per studiare la corteccia motoria ed il tratto corticospinale. La
metodica TMS più semplice consiste nello stimolare la corteccia motoria e
registrare i potenziali evocati motori (MEPs) dai muscoli bersaglio. La TMS è
stata ampiamente utilizzata per studiare le patologie che comportano un
coinvolgimento del tratto corticospinale, ma anche in altre patologie quale il
m. di Parkinson o la malattia di Alzheimer.
Negli studi condotti in soggetti affetti da malattia di Alzheimer, oltre allo
studio del MEP, sono state utilizzate varie tecniche di TMS (doppio stimolo,
mappaggio della rappresentazione corticale dei muscoli, short latency afferent
inhibition) ed è stato valutato anche l’effetto dei farmaci anticolinesterasici
sull’eccitabilità corticale.
I dati attualmente disponibili indicano che nella m. di Alzheimer si osserva un
aumento della eccitabilità della corteccia motoria, sicuramente nelle fasi lieve
e moderata della malattia, verosimilmente anche nelle fasi avanzate. Non è
chiaro se vi sia una diminuzione della inibizione intracorticale testata con la
tecnica del doppio stimolo; tale inibizione non sembra essere legata ad una
riduzione dell’attività GABAergica, ma probabilmente è dovuta ad una diminuzione
dell’attività colinergica.
Si potrebbe ipotizzare che queste modifiche di eccitabilità possano essere dei
meccanismi compensatori per permettere il mantenimento delle performances
motorie.
PROF.GIOVANNI SAVETTIERI
Nato a Cordenons (PN) il 23 settembre 1944;
Laurea in Medicina: 1971(Università di Palermo); Specializzazione in Neurologia:
1975; Specializzazione in Psichiatria: 1977. 1971-1974: Borsista presso la
“Clinica delle Malattie Nervose e Mentali” Università di Palermo.1974-1977:
Assistente presso la “Clinica delle Malattie Nervose e Mentali” Università di
Messina.1977: “Stage” presso il “Dipartimento di Biologia Cellulare e dello
Sviluppo”, Università di Palermo.1978-1985: Assistente presso la “Clinica
Neurologica”, Università di Palermo. “Stage” presso il “Muscular Group Research,
Newcastle General Hospital" (Newcastle upon Tyne, England).1985: Professore
Associato di “Semeiotica Neurologica”, Università di Palermo. 1992: Professore
Associato di “Neurologia”, Università di Palermo.1994: Professore straordinario
di “Neurologia”, Università di Napoli “Federico II. 1995 “Visiting professor”
presso il “Department of Health Sciences Research” della Mayo Clinic, Rochester
MN (USA).Dal Novembre 1997: Professore ordinario di “Neurologia”, Università di
Palermo. Posizione attuale: Direttore dell’Istituto di Neuropsichiatria
dell’Università di Palermo; Direttore dell’ U.O. di Neurologia e
Neurofisiopatologia, Azienda Universitaria-Ospedaliera “P. Giaccone”; Presidente
del corso di Laurea di Fisioterapia. Presidente del “Neuroepidemiological
Research Group” della “World Federation of Neurology”; Temi di ricerca:1)Effetto
della denervazione sul metabolismo dei glicoconiugati, sulle proteine
sarcolemmatiche e sulla organizzazione della cromatina del muscolo scheletrico
di mammifero; 2) Studi su sviluppo e differenziamento dei neuroni in vitro; 3)
Epidemiologia descrittiva ed analitica della Sclerosi Multipla 4) Epidemiologia
genetica della Malattia di Parkinson; 4) Epidemiologia di alcune malattie
neurologiche in Sicilia. Pubblicazioni e Comunicazioni: 350.
Titolo relazione: Epidemiologia della demenza
ABSTRACT
La demenza consiste nella compromissione globale delle funzioni corticali
superiori,, A in assenza di grosslane compromissioni dello stato di vigilanza.
La demenza, non diversamente dallo scompenso cardaco o dall’insufficienza
renale, è un termine generico che fa scarse assunzioni circa l’etiologia. Decine
di condizioni diverse possono, infatti, causare demenza. Tra leforme
neurodegenerative vanno ricordate la Malattia di Alzheimer , la demenza con
corpi di Lewy, la demenza associata alla malattia di Parkinson, le demenze
fronto-temporali. La demenza multinfartuale è la forma di più comune riscontro
tra le formedi origine vascolare. Meno frequenti sono le demenze da disordini
endocrini o metabolici (ipotiroidismo, carenza di vitamina B12 o di acido folico,
malattie infettive (neurosifilide, AIDS), intossicazioni croniche (alcol,
sindromi psichiatriche (disturbi dell’umore, schizofrenia), o cause varie
(idrocefalo normoteso, traumi, neoplasie). Sebbene esistano differenze anche
grandi tra le diverse ricerche circa la prevalenza relativa dei vari tipi di
demenza, la Malattia di Alzheimer è riportata in modo concorde come la forma più
comune, sia negli studi epidemiologici o clinici, sia in quelli neuropatologici.
In una recente revisione della letteratura, la frequenza media di Malattia di
Alzheimer fra i pazienti con una diagnosi di demenza era del 61,4% negli studi
europei, 64,3% in quelli africani, 74,5% in quelli nord-americani e 46,5% in
quelli asiatici.
DOTT.SSA DANIELA SMIRNI
Nata. a Catania il 12.12.75, Psicologo con formazione in neuropsicologia
Laurea in Psicologia (quinquennale), indirizzo sperimentale, Università di
Palermo, luglio 99, 110/110 e lode con Tesi in Neuropsicologia.
Master in Metodologia dell’Orientamento, Università Catania, a. a. 99/2000.
Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, Istituto Tolman di
Palermo, autorizzato dal MURST
Training formativo in Neuropsicologia presso i Laboratori di Neuropsicologia
Clinica del Servizio di Psicologia ASL 3, (settembre 2000/marzo 01, ottobre
02/maggio 03) e della Divisione di Neurologia dell’Ospedale Garibaldi di
Catania (marzo 02/settembre 02).
Collabora alle attività di ricerca neuropsicologica sugli esiti di trauma
cranico con l’Associazione Brain Sud dall’Agosto 1999.
Collabora con la Fondazione Biomedica Europea, nell’ambito della Regione
Sicilia, ad uno studio per la valutazione delle funzioni cognitive in pazienti
con Sclerosi Multipla, dal dicembre 2002.
Ha elaborato una Scheda Anamnestica ‘Biological Life Events, BLE’ per un
progetto di ricerca finalizzato del Ministero della Sanità, per l’omologazione
delle procedure per la Diagnosi precoce del Decadimento Cognitivo.
Borsista, per concorso (prima classificata), presso il Laboratorio di
Neuropsicologia dell’U.O. del P.O. Garibaldi di Catania, nell’ambito del
Progetto biennale di Ricerca sul Mild Cognitive Impairment dell’Assessorato alla
Sanità Regionale, dal 1 ottobre 2003.
Ha pubblicato 14 lavori scientifici
Aree di interesse
Mild Cognitive Impairment. Neuropsicologia delle demenze. Riabilitazione
Cognitiva. Learning Disabilities. Neuropsicologia dei traumi cranici.
Titolo relazione: Laboratorio di Neuropsicologia- Analisi qualitativa di
protocolli di valutazione Neuropsicologica
ABSTRACT
La valutazione neuropsicologica del decadimento cognitivo si propone di
integrare la diagnosi tipologico-classificatoria con un assessment
qualitativo-strutturale della funzionalità corticale. Non può, quindi, essere
contenuta in parametri psicometrici quantitativi né, ancor meno, nel giudizio
sintetico di una diagnosi sindromica, ma si pone come strumento semeiologico per
un’analisi strutturale delle funzioni superiori, qualitativamente orientata, in
un’ottica secondo cui la produttività corticale deriva dall’integrazione
funzionale di molteplici sistemi e uno stesso problema può essere riconducibile
a disfunzioni o danni di differenti distretti cerebrali.
L’attenzione centrata più sui processi che non sul risultato psicometrico finale
consente di formulare un profilo qualitativo delle performances
neuropsicologiche e di individuare il ‘problema centrale’ o primario e i suoi
‘effetti sistemici’ sull’organizzazione della personalità, nella dimensione
cognitiva, affettiva e relazionale.
PROF. PIETRO SMIRNI
Nato n. a Catania il 13.10.45, Psicologo, Psicoterapeuta.
* Direttore del Servizio Autonomo di Psicologia dell’ASL 3 di Catania, dal 96.
* Psicologo Dirigente dell’U. O. di Psicologia dell’USL 34 di Catania, dal 90.
* Docente di Psicologia Cognitiva, presso la Facoltà di Scienze della Formazione
dell’Università di Catania, dall’a. a. 2001/02.
* Docente di Storia della Psicologia Contemporanea, presso la SISSISS
dell’Università di Catania dall’a.a. 2002/2003.
* Docente di Psicologia dello Sviluppo e di Psicologia Cognitiva presso la
SISSISS dell’Università di Catania (a. a. 2003/04)
* Docente di Psicologia Generale presso la Scuola di Specializzazione in
Psicoterapia dell’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo, dall’a. a.
2001/2002.
* Docente di Semeiotica Neuropsicologica, negli aa. aa. 1982/83 e 1983/84,
presso la Clinica Neurologica della Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell’Università di Catania.
* Docente di Psicopedagogia presso la Scuola di Logopedia della Facoltà di
Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania, negli aa. aa. 1982/83, 1983/84.
* Docente di Psicologia dello Sviluppo presso il D. U. di Logopedista
dell’Università di Catania dall’a. a. 1998/99 all’a. a. 2002/03.
* Docente nel Corso di Perfezionamento in Pet Therapy dell’Università di Messina
(aa. aa. 2000/2001, 2001/2002).
* E’ stato docente di discipline psicologiche presso Scuole per Terapisti della
Riabilitazione e Corsi di Specializzazione Universitari.
* Nel 1979 ha avviato il Laboratorio di Neuropsicologia dell’’Istituto di
Clinica Neurologica dell’Università di Catania.
* Ha collaborato con la O. M. S. ad un progetto di ricerca coordinato dalla
Prof.ssa C. L. Bolis su ‘Neuroendocrinology and Behavior in Aging’.
* Ha collaborato e collabora in attività di ricerca e clinica
- con la Boston University Medical Center (Prof.ssa Edith Kaplan)
- col Neuropsychological Service and Cognitive Rehabilitation del Medical
Psychology Department del Community Hospital di Indianapolis (Prof. Trexler)
- con il Center for Neuropsychological Rehabilitation di Indianapolis
- con la Cattedra di Neuropsicologia dell’Università di Trieste
* Ha tenuto seminari e corsi di aggiornamento in Neuropsicologia in varie USL
d’Italia.
* E’ componente del Comitato Scientifico della Rivista ‘Ciclo Evolutivo e
Disabilità’
Ha pubblicato 74 lavori scientifici: 18 su riviste internazionali e 56 su
riviste nazionali.
Titolo relazione: Semeiotica neuropsicologica delle demenze
ABSTRACT
Il nucleo essenziale del quadro demenziale è rappresentato da una progressiva e
globale incompetenza cognitiva che gradualmente compromette la capacità di far
fronte alle richieste della vita di ogni giorno. Si tratta di una patologia
devastante l’intera impalcatura cognitiva, che interessa non solo i processi
cognitivi e di elaborazione delle informazioni ma pervade l’intera funzionalità
del paziente, le sue autonomie gestionali complesse ed elementari, i suoi
comportamenti nel quotidiano, le relazioni e l’affettività.
L’individuazione precoce dei primi segni di decadimento cognitivo patologico va
considerato come l’intervento più avanzato nell’ambito della prevenzione delle
patologie demenziali. L’indagine neuropsicologica rappresenta lo strumento
elettivo per la diagnosi precoce di demenza e consente di dare riscontro
obiettivo alle valutazioni cliniche ed anamnestiche, prima ancora che esami
neuroradiologici o di laboratorio molto più costosi e invasivi possano fornire
dati discriminanti sul piano diagnostico. Il protocollo neuropsicologico,
tuttavia, specie nelle prime fasi di decadimento cognitivo, non può limitarsi al
MMSE, ma deve prevedere la somministrazione di una batteria neuropsicologica
articolata per l’esame delle funzioni corticali superiori, specie dei processi
di apprendimento e memoria verbale e non verbale che rappresentano le funzioni
più sensibili al deterioramento patologico.
DOTT. VITO TOSO
Nato il 28/03/38 a Venezia
Laurea in medicina e chirurgia nel novembre 1963 (Università di Padova)
specialità in neuro1ogia nel luglio 1966 (Università di Padova)
specialità in neuropsichiatria infantile nel luglio 1972 (Università di Pisa)
assistente ed aiuto della divisione neurologica dell'ospedale di Venezia dal
1965 al luglio 1974
primario neurologo dell'ospedale di Castelfranco Veneto dal luglio 1974 al marzo
1993
primario neurologo dell’ospedale di Venezia dal marzo 1993 a1 febbraio 1995
primario neurologo dell'ospedale di Vicenza dal febbraio 1995 a tuttora
idoneità nazionale a primario di neuropsichiatria infantile nel 1985
formazione in neuropatologia clinica frequentando per 8 mesi 1’Istituto Bunge di
Anversa (Belgio)
formazione di neuropediatria frequentando per 5 mesi la clinica pediatrica ed il
laboratorio di elettroencefalografia infantile dell’Università di Parigi
professore a contratto, nella specialità di neurologia, dell’Università di
Padova dal 1990 a1 1995
corelatore in tesi di Laurea e di specializzazione in neurologia presso
1'Università di Padova
docente in numerosi corsi post-laurea organizzati da Cliniche dell’Università di
Padova
a più riprese consigliere, vicepresidente, presidente nazionale della Società
Italiana dei neurologi,
-neurochirurghi e neuroradiologi ospedalieri (SNO) dal 1979 al 1997
vicepresidente nazionale della Società Italiana di Neurologia (SIN) dal 1994 al
1996 ed attualmente tesoriere per il biennio 2000-2001
organizzatore di un congresso nazionale della (SNO) nel 1982
organizzatore del congresso nazionale della Società Italiana di Neurosonologia (SINS)
nel 1995
corresponsabile nell’organizzazione di tre corsi nazionali di aggiornamento
della SIN (1992, 94, 96)
responsabile della ricerca finalizzata n.327/03/90della Regione Veneto con il
tema: studio finalizzato per la sorveglianza dell'evoluzione degli ictus
responsabile della ricerca finalizzata n. 1062/7/97 della Regione Veneto con il
tema: valutazione neuropsicologica dell'autonomia e della loro evoluzione in
casi di demenza di Alzheimer
coordinatore del Gruppo Studio Malattie Cerebrovascolari della Società Italiana
di Neurologia per il biennio 1999-2000
Direttore del Dipartimento di Neuroscienze della ASL 6 Regione Veneto
vicepresidente nazionale della Società Italiana di Neurologia (2001-2003)
ha prodotto 123 lavori a stampa e pubblicato tre volumi in collaborazione.
Titolo Relazione: Un’entità clinica da valorizzare: demenza sottocorticale
ABSTRACT
Il quadro della demenza sottocorticale, inizialmente descritto per
caratterizzare il quadro demenziale della paralisi sopranucleare progressiva, si
riscontra in molte etiologie, contrariamente a quanto accade per le demenze
corticali. E’ descritto in particolare nelle patologie definite degenerative,
che interessano le strutture sottocorticali, come il Morbo di Parkinson, la
Corea di Huntington, la paralisi sopranucleare progressiva, ecc., ma è possibile
riscontrare un quadro cognitivo simile nella microangiopatia ipertensiva, nella
sclerosi multipla o nell’encefalopatia da HIV. Ogni etiologia diversa fornisce
la sua nota caratteristica al quadro della demenza sottocorticale che risulta
dunque molto meno omogenea rispetto alle demenze corticali. E’ possibile
descrivere una serie di sintomi comuni caratteristici delle demenze
sottocorticali. Si riscontra una particolare lentezza delle funzioni
intellettive (bradifrenia), apatia (spesso associata a depressione). Sul piano
cognitivo si manifesta un’alterazione della memoria, in particolare del processo
di richiamo. Uno degli aspetti che consente di differenziare la demenza
sottocorticale da quella corticale è rappresentato dall’integrità del
linguaggio, anche se il discorso spontaneo risulta ridotto. Sono presenti
elementi tipici della sindrome disesecutiva frontale con disturbi della
programmazione e dell’iniziativa motoria.
Informazioni generali
Sede del corso
L’incontro di aggiornamento si svolgerà interamente presso l’Aula Convegni
dell’Az. Osp. Cannizzaro (via Messina 829, Catania)
Albergo
I relatori ed i convegnisti saranno alloggiati presso l’Hotel Nettuno, viale
Ruggero Di Lauria 121, Catania.
Telefono 095 712 20 06
Fax 095 49 80 66
e-mail info@hotelnettuno.it
L’Hotel si trova a 600 metri dal centro storico e a pochi chilometri
dall’aeroporto internazionale di Fontanarossa. Un sottopassaggio collega l’Hotel
ad una terrazza sul mare.
Segreteria Organizzativa
La Segreteria Organizzativa sarà a disposizione dei part |